Festival

Metropolitano

Bari in Jazz

2026

Il Festival Metropolitano Bari in Jazz è più di un semplice festival: è un viaggio emozionante tra sonorità, culture e passioni che si fondono nel paesaggio pugliese.

Nato con l’intento di valorizzare le eccellenze del jazz contemporaneo e le sue contaminazioni, il nostro festival rappresenta un ponte musicale e culturale che collega tradizione e innovazione, talento locale e artisti internazionali.

Grandi artisti

Nazionali, Internazionali e Locali

Un variegato cast di artisti nazionali e internazionali, affiancati da talenti locali, si esibirà in suggestivi luoghi della Puglia, offrendo uno spettacolo memorabile per gli appassionati di musica. Le luci del palcoscenico risplenderanno su nuove promesse e affermati artisti, combinando in modo eccellente innovazione e tradizione. Il programma abbraccerà una vasta gamma di generi musicali e performance artistiche. Gli organizzatori hanno lavorato con impegno per curare ogni dettaglio, per garantirvi un’esperienza coinvolgente e unica.

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Bass Culture
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Alberto Iovene trio feat. Daniele di Bonaventura

Artista Locale

Alberto Iovene, pianista e compositore pugliese, è un musicista dalla solida formazione classica e jazzistica. Dopo gli studi al Conservatorio e l’approfondimento del linguaggio jazz, ha sviluppato un percorso personale incentrato sulla composizione, sull’interplay e sulla ricerca di una dimensione musicale capace di unire tecnica e sensibilità espressiva. Le sue composizioni sono caratterizzate da una forte attenzione alla melodia, alla costruzione armonica e alla capacità del pianoforte di raccontare storie attraverso il suono. Nel corso della sua attività ha collaborato con numerosi musicisti della scena jazz italiana, affermandosi come una delle voci più interessanti del jazz pugliese.

Daniele Di Bonaventura bandoneonista, compositore e arrangiatore, è uno dei più originali interpreti italiani dello strumento. La sua ricerca musicale attraversa jazz, tango, musica contemporanea e tradizione popolare, creando un linguaggio personale in cui convivono memoria e innovazione. Il suo bandoneon diventa uno strumento narrativo, capace di evocare atmosfere intime e paesaggi sonori profondi. Ha collaborato con importanti artisti italiani e internazionali, portando la sua musica sui principali palchi e festival del mondo.. 

Camillo Pace, contrabbassista e compositore pugliese, è una presenza significativa nella scena jazz italiana. Il suo stile unisce precisione, sensibilità melodica e una grande attenzione all’ascolto reciproco, elemento fondamentale nell’interazione tra i musicisti. Attivo in numerosi progetti jazz e contaminazioni tra generi, ha costruito un percorso caratterizzato dalla curiosità musicale e dalla ricerca di nuove forme espressive.

Mimmo Campanale, batterista e musicista di lunga esperienza, è uno dei protagonisti della scena jazz pugliese. La sua carriera è segnata da collaborazioni con importanti artisti italiani e internazionali e da una profonda conoscenza dei linguaggi musicali, dal jazz alla musica d’autore. Il suo approccio alla batteria è fatto di energia, sensibilità e capacità di sostenere il dialogo musicale, trasformando il ritmo in un elemento narrativo e creativo.

Alfio Antico

Artista Locale

E’ cantautore, poeta e maestro del Tamburo. Da oltre cinquant’anni costruisce un linguaggio artistico unico, in cui ritmo, parola e memoria si intrecciano in una forma espressiva che affonda le radici nella Sicilia più arcaica e profonda. Pastore transumante per molti anni, ha attraversato le montagne siciliane guidando centinaia di pecore, facendo esperienza diretta del silenzio, della natura e di una cultura orale antichissima che ancora oggi alimenta la sua poetica. Da questa esperienza nasce il suo rapporto viscerale con il Tamburo, strumento che costruisce personalmente e che trasforma in voce narrante, corpo sonoro e presenza rituale.La sua musica sfugge a ogni classificazione: è musica popolare nel senso più autentico e contemporaneo del termine, attraversata da elementi di occult psychedelia, jazz sperimentale rurale, electrofolk ancestrale e spoken word. Al centro rimane sempre la sua lingua poetica, un siciliano arcaico e visionario che custodisce parole, immagini e sonorità di un mondo in via di scomparsa.Figura di riferimento della scena musicale italiana, Alfio Antico ha intrecciato il proprio percorso con quello di Eugenio Bennato, Musicanova e la Nuova Compagnia di Canto Popolare, contribuendo a ridefinire il ruolo del Tamburo nella musica contemporanea. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti come Fabrizio De André, Lucio Dalla, Peppe Barra e Vinicio Capossela, mantenendo sempre intatta la propria identità artistica.I suoi lavori più recenti, ANTICO, Trema la Terra e La Macchia rappresentano la sintesi più compiuta della sua ricerca sonora e poetica, un viaggio tra tradizione e sperimentazione dove il battito del Tamburo diventa racconto, trance, memoria e visione.

Ava Alami e Vittorio Esposito

Artista Locale

Ava Alami è una cantante jazz che integra nella sua musica le proprie radici persiane e italiane. I suoi progetti uniscono composizioni originali, standard jazz, musica popolare persiana e classici italiani. Si è diplomata in pianoforte classico (2020) e ha conseguito con lode e menzione la laurea magistrale in canto jazz (2023) al Conservatorio di Frosinone, con una tesi sull’integrazione della musica persiana nel jazz. Ha partecipato ai seminari di Siena Jazz e Nuoro Jazz dove ha vinto varie borse di studio e studiato con artisti di rilievo come Kendrick Scott e Nasheet Waits. Nel 2025 è stata ammessa all’ Elbphilharmonie Jazz Program di Amburgo, studiando con musicisti come Donny McCaslin, Jorge Roeder, Gerald Clayton e Allison Miller. Ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Giovani Visionari (2024) e il Premio Isio Saba con Vittorio Esposito (2024). Si è esibita su palchi prestigiosi tra cui Elbphilharmonie (Amburgo), Casa del Jazz (Roma), Auditorium Parco della Musica (Roma), Teatro Ristori (Verona) e Sala Vanni (Firenze) e ha collaborato con artisti come Rita Marcotulli, Luca Filastro, Gabriele Mirabassi, Alessandro Presti e Dado Moroni, quest’ultimo presente anche nel suo album d’esordio “Azalea”, incluso tra i 100 migliori dischi del 2024 secondo JazzIT Awards. Il suo ultimo disco Candy Cane Snail con Vittorio Esposito ai synth e al pianoforte è stato prodotto da Francesco Fratini e Cesare Mangiocavallo e distribuito dall’etichetta newyorkese La Reserve nel 2025. 

Vittorio Esposito  Nato a Napoli nel 1998, inizia giovanissimo lo studio del pianoforte classico, per poi avvicinarsi con passione e dedizione al jazz. La sua crescita artistica lo porta presto a calcare i palchi di numerosi festival in tutta Italia, distinguendosi per sensibilità musicale e maturità interpretativa. Nel 2017 ottiene una borsa di studio ed entra a far parte del gruppo dei migliori allievi di Nuoro Jazz, con cui incide un album. Nello stesso anno viene insignito del premio come Miglior Artista al Fara Music Festival di Fara Sabina (Roma). Nel 2018 è finalista al prestigioso Premio Internazionale Massimo Urbani, dove conquista una borsa di studio per partecipare a Umbria Jazz. Con il Vittorio Esposito Trio, raggiunge la finale del festival internazionale Sibiu Jazz in Romania, vincendo il Premio della Giuria, e nel 2019 rientra tra i cinque gruppi finalisti del concorso nazionale Chicco Bettinardi. Nel 2023 si aggiudica il Concorso per Pianisti Lelio Luttazzi, ricevendo una borsa di studio, e nel 2024 vince il Premio Isio Saba in duo con la cantante Ava Alami. Oltre alla carriera solistica, ha registrato diversi dischi come sideman in varie formazioni, tra cui il quartetto di Gabriel Marciano per l’etichetta dell’Auditorium Parco della Musica. Nel corso degli anni ha condiviso il palco con importanti nomi del panorama jazz italiano e internazionale, tra cui Paolo Fresu, Fabio Zeppetella, Rosario Giuliani, Gabriele Mirabassi, Daniele Tittarelli, Paolo Recchia, Marco Valeri, Vincenzo Florio, Nicola Angelucci, Zach Brock, David Linx, Joe Farnsworth e Bruce Ditmas. Il suo quartetto è composto da Gabriel Marciano (sax alto), Gabriele Pagliano (contrabbasso) e Cesare Mangiocavallo (batteria). Con questo gruppo si è esibito in numerosi palchi tra cui Casa del Jazz e Orto Botanico di Roma. 

Bassària duo

Artista Locale

Nina Cioffi è una cantante professionista con una solida formazione che spazia tra vari generi e un percorso artistico che attraversa jazz, il gospel, la musica popolare e il teatro musicale. Giovanissima vincitrice del Premio Mia Martini Giovani 2005 e successivamente del Premio Luigi Stifani 2011, unisce competenza tecnica, forte presenza scenica e versatilità interpretativa. Diplomata in Canto Jazz al Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento,si esibisce come solista e corista in contesti nazionali e internazionali, tra cui il Montreal Jazz Festival ,Musicultura, Sannio Gospel Fest. Ha collaborato con artisti di rilievo del panorama jazz, gospel e cantautorale, (Luca Aquino, Elisabetta Serio, Ron Hubbard, Volney Morgan) partecipando a produzioni discografiche, festival e tournée. Attiva anche come insegnante e formatrice musicale, porta sul palco una voce consapevole, curiosa e profondamente comunicativa. 

Michele Visconte è un bassista e violinista con un percorso musicale iniziato in tenerissima età, spinto da una passione ereditata dal padre. La sua carriera si distingue per una solida esperienza sia in ambito orchestrale che contemporaneo. Ha collaborato con l’Orchestra Ciaikovsky, accompagnando artisti del calibro di Antonella Ruggiero e Lucio Dalla, e con l’Orchestra del Molise per Silvia Mezzanotte. Nel corso degli anni ha condiviso il palco con importanti interpreti della scena italiana e internazionale, tra cui Enzo Gragnaniello, Dulce Pontes, Marisa Laurito e Francesco Cicchella. Da tempo è inoltre al fianco di Gianfranco Gallo, con cui porta avanti una collaborazione artistica continuativa. In ambito jazzistico ha preso parte a diversi contest, esibendosi accanto a musicisti di rilievo come Karl Potter, Fabrizio Bosso, Dario Deidda e Flavio Boltro. La sua cifra stilistica unisce rigore musicale, sensibilità interpretativa ed eleganza espressiva. 

Billy Cobham

Artista Internazionale

Nato a Panama il 16 maggio 1944 e cresciuto a Brooklyn, New York, Cobham ottenne il suo primo lavoro retribuito all’età di otto anni come membro dei St. Catherine’s Queensmen, una banda di tamburi e tromba a St. Albans, Queens. Ha frequentato la rinomata Fiorella H. La Guardia High School of Music & Art and the Performing Arts di New York, dove ha studiato teoria musicale e tecnica della batteria. 
Durante il servizio militare dal 1965 al 1968, Cobham suonò come percussionista con la U.S. Army Band. Dopo il servizio, suonò nella banda di Horace Silver, si esibì con Stanley Turrentine e Shirley Scott e registrò con George Benson. 
 Nel 1969, Billy Cobham co-fondò il combo jazz-rock Dreams, che includeva Randy Brecker, Michael Brecker, John Abercrombie, Don Grolnick, Barry Rodgers e Will Lee. L’anno successivo si unì al nuovo ensemble fusion di Miles Davis e contribuì a Live-Evil, A Tribute to Jack Johnson and the Bitches Brew sessions, dove collaborò con il chitarrista John McLaughlin. 
 Nel 1971, Cobham divenne membro fondatore della jazz-fusion Mahavishnu Orchestra, insieme a McLaughlin, Jan Hammer, Jerry Goodman e Rick Laird. Questo gruppo originale pubblicò tre album acclamati dalla critica: The Inner Mounting (1971), Birds of Fire (1973) e Between Nothingness and Eternity (album dal vivo uscito nel 1973). 
 Nel 1973, Cobham pubblicò il suo album solista di debutto, Spectrum, una svolta nel jazz-fusion universalmente riconosciuta come una delle creazioni più significative e influenti del genere. Spectrum è stato registrato agli Electric Lady Studios di Iimi Hendrix a New York. La formazione di Cobham per l’album comprendeva Tommy Bolin alla chitarra, Jan Hammer al pianoforte elettrico, sintetizzatore moog e pianoforte e Lee Sklar al basso. 
Sempre nel 1973, Cobham fece un tour con John McLaughlin e Carlos Santana, eseguendo brani dall’album Love Devotion Surrender. 

Nel 1974, la formazione originale della Mahavishnu Orchestra si sciolse. Cobham continuò a creare materiale fusion innovativo con l’uscita di Crosswind (1974), Shabaz (1974), Total Eclipse(1974), A Funky Thide of Sings (1975) e Life and Times (1976). 
 Negli anni ’70 e ’80, Cobham registrò per Atlantic, CBS, Elektra e GRP. Ha collaborato con George Duke, John Scofield, Tony Williams, Jack Bruce e la band spin-off dei Grateful Dead, Bobby & the Midnites. 
 Nel 1992, Cobham è stato incaricato di collaborare con l’UNICEF per lavorare con ambulatori autistici e bambini di strada a Santos, Brasile, in un progetto musicale durato diversi anni. 
 Nel 2001, Cobham pubblicò la retrospettiva in due CD Rudiments: The Billy Cobham Anthology. Nel 2002 ha iniziato a pubblicare una serie di CD con artisti speciali, intitolata Drum n Voice. 
 Nel 2005, Cobham aveva registrato e pubblicato oltre 30 registrazioni a suo nome. Sviluppò e godette di una speciale collaborazione musicale con il gruppo cubano Asere. 
 Nel 2007 ha pubblicato Fruit from the Loom, una rappresentazione ampia delle radici e dei percorsi di Cobham. Nel 2010, Cobham ha pubblicato Palindrome, il secondo capitolo della serie Fruit from the Loom.  
Nel 2013, Cobham ha celebrato il 40º anniversario dell’uscita di Spectrum facendo tournée negli Stati Uniti, in Canada ed Europa con la Spectrum 40 Band. Sempre nello stesso anno, la PurplePyramid Records pubblicò il cofanetto di due CD di Billy Cobham Compass Point, registrato dal vivo al Compass Point Hotel alle Bahamas nel 1997, mai pubblicato prima. 
All’inizio del 2014 viene pubblicato l’attesissimo “Tales from the Skeleton Coast”, che è il terzo capitolo di quattro registrazioni prodotte come commemorazione e celebrazione della madre e del padre di Cobham, entrambi musicisti. Nelle sue parole, “Racconti dalla Costa dello Scheletro riflette esperienze di vita che ho condiviso con i miei genitori e che tengo a cuore e mente, comprese impressioni che mi sono state trasmesse durante il viaggio nella regione di quella che un tempo era chiamata Africa sud-occidentale ma ora conosciuta come Namibia. Le immagini della Skeleton Coast in particolare bruciano ancora dentro di me e, attraverso la musica, ho creato un riflesso sonoro di quelle esperienze care. 

Brandee Younger

Artista Internazionale

La straordinaria Brandee Younger, arpista e compositrice tra le più innovative della scena internazionale, porta in scena un progetto che ridefinisce il ruolo dell’arpa nel jazz contemporaneo. Con uno stile unico che intreccia jazz spirituale, R&B e influenze hip-hop, è considerata erede ideale di Alice Coltrane e Dorothy Ashby.Cresciuta a Long Island e formata tra la Hartt School e la New York University, Younger ha portato l’arpa oltre i confini della tradizione classica, facendola dialogare con i linguaggi contemporanei. Nel 2022 ha fatto la storia diventando la prima donna nera a essere nominata per un Grammy® Award come Miglior Composizione Strumentale. Nello stesso anno, è stata anche nominata per un NAACP Image Award e successivamente vincitrice del NAACP Image Award 2024 nella categoria Miglior Album Jazz per il suo ultimo album Brand New Life, ed è stata insignita del Doris Duke Artist Award 2025. In continua espansione come artista, ha collaborato con icone culturali come Common, Lauryn Hill, John Legend, Pharoah Sanders e Christian McBride. Oltre a esibirsi e registrare, Brandee Younger fa parte del corpo docente della New York University, della Steinhardt School e del New School College of Performing Arts.

Carola Ortiz

Artista Internazionale

Cantante, clarinettista, compositrice e produttrice catalana tra le figure più originali della scena europea contemporanea. Formata in clarinetto classico e canto jazz presso l’ESMUC di Barcellona, sviluppa una ricerca artistica che attraversa jazz, folk iberico, musica mediterranea, flamenco e tradizioni del mondo, integrando improvvisazione, poesia e sperimentazione sonora. Autrice di cinque album a proprio nome, Sirin (2016), Spirala (2018), Pecata Beata (2021), Cantareras (2023) ed Enllà (2025) , ha portato la sua musica in festival e teatri di oltre venti Paesi, ottenendo riconoscimenti dalla critica internazionale e il Premio Núvol per il miglior album di canzone d’autore nel 2021. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti quali Rosalía, Sílvia Pérez Cruz, Rocío Márquez, Marco Mezquida e Debashish Bhattacharya. La sua voce intensa e il suo approccio aperto alle contaminazioni culturali ne fanno una protagonista riconosciuta del dialogo tra tradizione e innovazione musicale. 

Casadilego

Artista Locale

Elisa Coclite, in arte Casadilego, nasce a Teramo nel 2003. Una formazione musicale che inizia sin dall’infanzia, incentrata sulla musica classica e corale attraverso il pianoforte. Ha incantato giudici e pubblico della 14^ edizione di X Factor Italia, vincendola. Ha collezionato una serie di esperienze artistiche che ne confermano il calibro: duetta con Ed Sheeran, porta la sua musica dal vivo in apertura ad artisti come Carmen Consoli, Daniele Silvestri, Max
Gazzè, Ben Harper, Asaf Avidan. Ha sperimentato il linguaggio cinematografico come protagonista nel film di Fabio Mollo “My Soul Summer” ed è stata scelta da Valter Malasti come co-protagonista della versione italiana di “Lazarus”, opera rock di David Bowie che nel 2023 ha registrato più di cinquanta recite, al fianco di Manuel Agnelli e Michela Lucenti. Il 9 gennaio 2026 è uscito il suo primo album “Silenzio (tutto di me)”, nato dalla ricerca di una dimensione capace di rispettare i suoi tempi e la sua sensibilità artistica. Polistrumentista e interprete sopraffina, una voce e un carisma che rappresentano un unicum nell’attuale panorama musicale italiano.

Cesare Pastanella

Artista Locale

Cesare Pastanella (Corato, 1970) è un percussionista, batterista, compositore e didatta italiano. Specializzato nello studio delle tradizioni ritmiche afro-cubane, afro-brasiliane e arabe, ha sviluppato un linguaggio musicale unico che fonde le percussioni etniche con il jazz, la world music e la musica contemporanea europea. Fondatore di progetti di rilievo internazionale come “Afrodiaspora” e i “Kaleido Sea”, ha all’attivo numerose pubblicazioni discografiche, tra cui gli album The Round Trip (2019) e The Spice Route (2024), oltre alla serie Music for Tales dedicata alle colonne sonore teatrali. Accanto all’attività concertistica e di studio, opera come facilitatore certificato di Drum Circle, promuovendo il ritmo come strumento di inclusione sociale e benessere comunitario.

Cesare Pastanella percussioni, voce 
Rosanna D’Ecclesiis voce 
Nando Di Modugno chitarra acustica ed elettrica 
Francesco Cinquepalmi contrabbasso, basso elettrico, cuatro venezuelano,cori 

Collettivo Immaginario

Artista Locale

Collettivo Immaginario è un coinvolgente trio strumentale italiano guidato dal batterista, produttore e compositore Tommaso Cappellato, insieme al bassista Nicolò Masetto e al polistrumentista Alberto Lincetto (rhodes, piano, synth). Il loro sound esplora i confini del jazz contemporaneo, fondendo funk cosmico, paesaggi sonori cinematici ed elettronica vintage in una miscela sonora originale, caratterizzata da groove avvolgenti e improvvisazione fluida.

Nel corso della loro attività il trio ha portato la propria musica in contesti di rilievo nazionale e internazionale, prendendo parte a festival e rassegne come il Roma Jazz Festival alla Casa del Jazz, una delle manifestazioni più importanti nella scena jazz italiana, e il Novara Jazz Festival, evento di prestigio che unisce artisti jazz emergenti e consolidati in performance all’aperto nel cuore della città. Oltre all’Italia, Collettivo Immaginario ha rappresentato la scena jazz italiana al Katara European Jazz Festival di Doha, una rassegna internazionale che celebra il dialogo culturale tra Europa e Medio Oriente attraverso la musica jazz.

La versatilità del trio si riflette nella capacità di adattarsi a contesti diversi, dal club urbano ai grandi festival open‑air, offrendo performance che affascinano per energia, interazione e profonda libertà creativa. La loro musica si pone come esempio di come il jazz contemporaneo italiano possa essere un ponte tra tradizione, innovazione e pubblico internazionale.