Concerti


POLIGNANO A MARE | Cala Paura

ERICA MOU + ANDREA MOTIS QUARTET

ERICA MOU + ANDREA MOTIS QUARTET

La cantautrice pugliese Erica Mou torna in Puglia per ripercorrere dal vivo i principali momenti della sua carriera artistica iniziata a Bari. Nel concerto a Polignano, in trio con Antonio Iammarino (rhodes e pianoforte) e Flavia Massimo (violoncello), Erica concede ampio spazio alla sperimentazione, attitudine scoperta e sviluppata con la loop station, attraverso cui amplifica e moltiplica le sonorità della sua chitarra acustica e della sua incantevole voce. Erica Mou insieme ai suoi eccellenti musicisti incontra il gusto dell’improvvisazione jazz, in piena sintonia con l’ispirazione di chi è capace di perdersi sempre tra le note musicali, come in nuovi luoghi da esplorare, senza mai dimenticare le sue radici che affondano in terra come nel mare della Puglia.

Se il mondo del jazz non fosse così dannatamente lento nel riconoscere il talento, nel 2017 sarebbe bastata l’uscita di “Emotional Dance”, il suo primo disco da leader per la Impulse!, a proiettare Andrea Motis nella stratosfera. Il grande Quincy Jones aveva visto giusto quando l’aveva invitata, non ancora diciassettenne, sul palco del Barcelona Festival. Oggi i suoi estimatori sono ben più numerosi degli happy few di un tempo e il disco nuovo di zecca “Do Ou-tro Lado Do Azul” è qui a dimostrare che Andrea Motis è una stella luminosa del jazz contemporaneo e che ascoltarla è come aprire una finestra sulla primavera.

ANDREA MOTIS
tromba, voce

IGNASI TERRAZA
pianoforte

JOSEP TRAVER
chitarra

MARTIN LEITON
contrabbasso

ESTEVE PI VENTURA
batteria

Con il supporto di:


SAMMICHELE DI BARI | Castello Caracciolo

AMARO FREITAS

Minimalism, Bebop, Afro-Jazz, Samba

AMARO FREITAS
Prodigioso, giovane pianista brasiliano è l’astro nascente del jazz carioca e internazionale. Originario delle favelas di Recife, abbandona il conservatorio per difficoltà economiche ma, grazie ad un talento e ad una caparbietà straordinarie, a soli 22 anni si impone all’attenzione della scena jazz brasiliana, divenendone uno dei pionieri. Dal maracatu afro-brasiliano ai ritmi carnevaleschi ad alta intensità di frevo e baião, il suo stile pianistico percussivo trae origine da queste sonorità tradizionali del Pernambuco, tuttavia con un approccio di sperimentazione e rinnovamento. Il secondo album di Amaro Freitas è, infatti, un flusso musicale senza frontiere che collega, con naturalezza, tradizione ritmica e musicale brasiliana a nomi d’avanguardia come Vijay Iyer, Craig Taborn, Thelonious Monk e i maestri Moacir Santos e Hermeto Pascoal, verso orizzonti di fulminanti e elettrizzanti sperimentazioni jazz. Amaro suona nel classico formato trio, ma non ripete le norme. Accanto a Jean Elton (basso acustico), Hugo Medeiros (batteria) e il musicista ospite Henrique Albino (flauto, sassofono, clarinetto basso), Amaro esplora le capacità percussive del pianoforte in complessi schemi matematici che creano ritmi imprevedibili e ipnotici.


MONOPOLI | Sagrato Basilica Cattedrale

New Malagasy Generation
Progetto Speciale Italia – Madagascar
con Kekko Fornarelli e i musicisti Malgache: Tsanta, Bolo, Harty

NEW GENERATION CONNECTION MALGACHE progetto speciale

La proposta per il Comune di Monopoli è il concerto nato nell’ambito del progetto speciale italo-malgascio “New Generation Connection”. Il Festival Metropolitano Bari in jazz e il Nosy Be Jazz Festival Internazionale del Madagascar hanno ricercato, infatti, uno spazio di collaborazione culturale che si è sviluppato nel mese di aprile in Madagascar e proseguirà nel mese di giugno in Italia, con due residenze artistiche. Un quartetto italo-malgascio, creato per l’occasione, composto dai giovani musicisti del Madagascar – Rakoto David Livanantenaina alla batteria, Andriambelo Haritianiaina al basso, feat. Tsanta Randriamhajasoa alla tromba ed il musicista professionista dall’Italia Kekko Fornarelli – si esibisce in entrambi i festival. Un incontro nel segno del jazz e della libera improvvisazione musicale con la partecipazione di alcuni fra i migliori studenti dei corsi di jazz del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli e delle scuole di musica malgasce. Il progetto speciale New Generation Connection intreccia e esplora storie, culture, universi e repertori in un mix esplosivo e poetico, in cui le radici del jazz incontrano la grande tradizione melodica araba attraverso le inquietudini e i rituali ancestrali delle sonorità africane.

KEKKO FORNARELLI
piano

RAKOTO DAVID LIVANANTENAINA
batteria

ANDRIAMBELO HARITIANIAINA
basso

GUEST
TSANTA RANDRIAMHAJASOA
tromba

Con il supporto di:


CONVERSANO | Anfiteatro Villa Comunale

BIM

BIM
BENIN INTERNATIONAL MUSICAL (BIM) è un progetto musicale e radiofonico in collaborazione con Radio France ORTB, EBU, Rolling Stone Magazine e TV5Monde. Riappropriarsi dei ritmi voodoo e delle canzoni tradizionali beninesi attraverso il trip-hop, il pop-rock e i suoni elettronici, è questa la sfida del collettivo di artisti del BIM. Tra il transe gospel di Teùn Teùn, il funk groove di Destiny, l’afrobeat di Allons danser e i ritmi voodoo di Benin Atmosphere, il BIM ha il proprio modo di raccontare il continente africano mentre getta luce sulla cultura voodoo che, al di là dei luoghi comuni, predica un atteggiamento positivo verso la terra e l’umanità, allontanando il paese dalle deviazioni fondamentaliste.
ll Benin è alla radice delle maggiori correnti musicali del XX secolo e il riferimento ultimo per le grandi band attuali come gli Arcade Fire, Franz Ferdinand, Talking Heads, Gorillaz… Dal gospel al blues, passando per il jazz e il rock fino al rap, tutti questi stili musicali cosiddetti “moderni” sono nati nella città di Ouidah, sulla strada degli schiavi. Creare una band che raccontasse questo patrimonio e offrisse al Benin l’influenza internazionale che merita sono stati i punti di partenza della creazione del BIM.
“Una stranezza, il collettivo BIM riunisce tutte le origini etniche del Benin con la loro ricchezza musicale – ma anche quella del mondo intero: groove, electro, rock, hip hop.” Rivista Rolling Stone

JIMMYL TCHEGNON
AKA JIMMY BELAH
canto, batteria, percussioni
(Sacla, Gons, Gangan)

BRIGITTE KITI AKA AMESSIAMEY
canto, nacchere

YELOUASSI NADÈGE
AKA NAYEL HOXO
canto, nacchere

JEAN GBÈTOGNON
AKA YEWHE YETON
canto, percussioni (Gon, Alèklé)

BONI OBINTI AKA LIONEL
basso, voce, percussioni (Agomê)

TOTIN EMILE AKA RESNIKPA
percussioni (Kpezin, Sacla, Kpahlè,
Ogbon, Gangan)

YAOVI EMMANUEL ATCHO
chitarra, canto


ALBEROBELLO | Hyper Club

AKUTUK DUO
ft. GAETANO PARTIPILO

AKUTUK duo Feat. GAETANO PARTIPILO
TEMPO D’EAU
Bare-handed aquatic percussions in the Gulf of Guinea

Originario del Camerun, l’Akutuk è una tecnica di percussione acquatica a mani nude, un gioco tra aria, acqua e corpo. Negli spettacoli questa straordinaria tecnica è sublimata da Lois Zongo. Iniziata fin dalla prima infanzia in Camerun dalla madre, ci offre un’ispirazione originale e innovativa. Originariamente Akutuk è un know-how ancestrale che rende omaggio ai benefici degli elementi della natura. Un’attività strettamente femminile trasmessa per generazioni da donna a donna nella foresta camerunese.
“Il primo incontro con i suoni di Akutuk è sempre una rivelazione! Fino a quando i nostri occhi non lo confermano sarà difficile convincerci che bassi rotondi, sordi e potenti, o che il suono, gli applausi melodici e variegati non sono prodotti da una pelle tesa su un tamburo, ma da una mano che colpisce l’acqua! Un momento di sonorità unica e visione poetica”.

GAETANO PARTIPILO

Gaetano Partipilo, sassofonista barese, è una delle figure italiane più note nel panorama jazzistico nazionale e non solo. Formatosi tra la Puglia e Siena, ha ben presto guadagnato una caratura internazionale, pur mantenendo solidi legami con il paese d’origine.

Nella seconda metà del 1999 vive, per due mesi, l’esperienza americana incontrando più volte, a New York, alcuni tra i musicisti più significativi del panorama jazzistico contemporaneo come Jason Moran, Tarus Mateen, Nasheet Waits e lo stesso Greg Osby.

Tornato in Italia costituisce il gruppo “Urban Society”, una formazione a numero variabile, e sperimenta nuove concezioni ritmico-melodiche nell’esecuzione di brani originali. Con questo gruppo registra il primo disco a proprio nome con la partecipazione dello stesso Nasheet Waits e del contrabassista nipponico Az’shi Osada.
A Bari, nell’agosto 2000, è co-realizzatore della tre giorni di jam-session “All that jazz” in cui si sono avvicendati, tra una quarantina di musicisti pugliesi, Jesse Davis, Mike Melillo e Billy Cobham.

Ha inoltre collaborato con Dave Liebman, Nguyên Lê, Salvatore Bonafede, Bruno Tommaso, Todd Horton, Roberto Ottaviano, Rudy Migliardi, Gianni Lenoci, Mike Applebaum, Joy Garrison, Massimo Manzi, Patrizia Conte, The Jazz Convention (Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella,Stefano Bollani, Ettore Carucci, Giuseppe Bassi, Fabio Accardi), Quartetto Moderno (Pasquale Bardaro, Mirko Signorile, Mauro Gargano, Mimmo Campanale), Maurizio Quintavalle, Guido Di Leone, Claudio Colasazza, Giacomo Aula, Salvatore Tranchini, Marcello Magliocchi,Antonio Di Lorenzo, Domenico Caliri, Andrea Marcelli, Ferdinando Faraò, Antonio Ciacca, Aldo Bagnoni, Giorgio Vendola, Davide Santorsola, Antonio Petruzzelli, Davide Penta, Gianni Cappiello, Quintetto X, Fez Combo, Paolo Achenza trio, Opa Cupa ed ha eseguito concerti in Inghilterra, Scozia, Germania, Belgio, Svizzera, Spagna e Croazia.
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BINDA NGAZOLO
Direzione artistica

LOIS ZONGO
Akutuk, voce, flauti d’acqua

ODILE BARLIER
Akutuk, voce, flauti d’acqua

GAETANO PARTIPILO
sassofono


ACQUAVIVA | Palazzo De Mari

Radicanto

RADICANTO – Le indie di quaggiù: viaggio sonoro per mare e altri approdi.

Ricerca, rielaborazione e dedizione verso le tradizioni popolari “vive” di tutto il mediterraneo: ciò che ha fatto dei Radicanto, nel corso dell’ultimo decennio, una delle più interessanti realtà musicali in Italia. Le Indie di Quaggiù è un progetto speciale che nasce dalla voglia di esplorare attraverso la forma “canzone” in chiave d’autore e acustica la musica del mediterraneo. Dall’Africa, al jazz, dalla tradizione dei Sud del mondo, agli echi dell’est. Il progetto propone un approccio tutt’altro che filologico alle forme della world music progressiva, basato più sulle suggestioni che essa suscita all’ascolto odierno, arricchito d’influenze e sonorità contemporanee, d’improvvisazione e fusion mediterranea. La sensibilità di musicisti provenienti da differenti tradizioni musicali, dà vita a un’interpretazione non convenzionale dei canti d’amore e maternità, di lotta e di libertà, di fede e ritualità. Il marchio di fabbrica dei Radicanto riluce nelle venature vocali di Maria Giaquinto, sorrette dai timbri percussivi di Francesco De Palma, dalle corde intrecciate di Giuseppe De Trizio e Adolfo La Volpe. L’ascolto della musica è ascolto interiore, ascolto dell’altro: luogo del dialogo e del confronto interculturale. Il risultato è una performance musicale d’impatto, votata al ritmo, alla melodia e alla memoria.
I Radicanto, nel loro percorso artistico, vantano collaborazioni con alcuni tra i massimi esponenti della musica di tradizione, di quella antica, ma anche d’autore e jazz, sia in contesti cinematografici che in quelli live e discografici (Teresa De Sio, Raiz, Lucilla Galeazzi, Roberto Saviano, Rita Marcotulli, Mauro Pagani).

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MARIA GIAQUINTO
canto, voce recitante

GIUSEPPE DE TRIZIO
chitarra classica, mandolino

ADOLFO LA VOLPE
chitarra elettrica, chitarra portoghese, oud

FRANCESCO DE PALMA
tar, bendir, riqq, zarb, cajon


FASANO | Piazza Ciaia

FRANCESCO DE GREGORI

Greatest Hits Live

with GAGA SYMPHONY ORCHESTRA

FRANCESCO DE GREGORI
GREATEST HITS LIVE

Francesco De Gregori, accompagnato da una grande orchestra presenterà, per la prima volta in un contesto sinfonico, i suoi più grandi successi in piazza Ciaia a Fasano, unica data in Puglia. La Gaga Symphony Orchestra, diretta da Simone Tonin e composta da quaranta elementi, avrà come nucleo centrale il quartetto degli Gnu Quartet (Raffaele Rebaudengo alla viola, Francesca Rapetti al flauto, Roberto Izzo al violino e Stefano Cabrera al violoncello) oltre alla band che accompagna De Gregori ormai da lungo tempo.

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FRANCESCO DE GREGORI

GAGA SYMPHONY ORCHESTRA
diretta da Simone Tonin

GNU QUARTET
Raffaele Rebaudengo alla viola,
Francesca Rapetti al flauto,
Roberto Izzo al violino
Stefano Cabrera al violoncello


FASANO | Piazza Ciaia

CAETANO VELOSO

Ofertorio

CAETANO VELOSO
OFERTORIO – Caetano, Moreno, Zeca, Tom Veloso

L’artista brasiliano ha scelto Fasano per chiudere il suo breve tour italiano nel quale presenterà il suo progetto “OFERTORIO” – Caetano, Moreno, Zeca, Tom Veloso”.
Il concerto, uno degli appuntamenti di punta del festival pugliese, vedrà Veloso riproporre il suo repertorio, in un concerto “intimo e familiare” che metterà in risalto, qualora ce ne fosse ancora bisogno dopo oltre 50 anni di musica e quasi altrettanti dischi, la sconfinata poetica di un artista che ha attraversato le epoche, gli stili, le rivoluzioni culturali, rimanendo negli anni un punto di riferimento imprescindibile della musica mondiale.
In questo nuovo show CaetanoVeloso&Family eseguiranno canzoni impossibili da dimenticare, come “Un angolo Afoxé per il blocco Ilê”, “Hinterland”, “O Leãozinho” e “Reconvexo”. “Ofertorio” sarà uno spettacolo completamente in acustico: Caetano suonerà la sua amata chitarra, mentre Moreno, Zeca e Tom si alterneranno con vari strumenti. Si tratterà di uno show che permetterà di ripercorrere il repertorio di Veloso.
“È uno show per famiglie, nato dal mio desiderio di trasmettere felicità. Avere dei figli è la cosa più importante nella mia vita adulta. Quello che ho imparato dalla nascita di Moreno – e confermato con gli arrivi di Zeca e Tom – non ha un nome e non ha un prezzo. Credo, veramente, che la nostra non sia una famiglia di musicisti qualunque: c’è un carattere genetico dedicato alla musica”, ha concluso Caetano Veloso.

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CONVERSANO | Giardino Dei Limoni, San Benedetto

ZARA MCFARLANE

ZARA MCFARLAINE – esclusiva sud Italia

Sulle tracce dell’eredità musicale dei Caraibi, Zara McFarlane esplora la sua interconnessa visione della diaspora e realizza un album da capogiro con cui ritorna protagonista all’interno di una scena jazz britannica che in questo frangente si dimostra ancora una volta particolarmente vivace. Con l’album ‘Arise’ (2017) la McFarlane esplora tutte le combinazioni possibili tra l’identità british e le origini jamaicane, in uno scambio culturale figlio dell’attuale climax musicale londinese… Arise è il suo terzo album ed esce, come i precedenti, per la Brownswood Recordings di Gilles Peterson. In quest’occasione ha lavorato con Moses Boyd, batterista e produttore molto influente con cui ha condiviso il percorso del programma Tomorrow’s Warriors, una scuola di perfezionamento che sta contribuendo a sviluppare nuove avanguardie in una fervente scena jazz live che sta raccogliendo grandi risultati tra i giovani nella capitale britannica.

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BINKER GOLDING
Sax

ZARA MCFARLANE
vox

KISHON KHAN
keys

MAX LUTHERT
Bass

GEORGE BIRD
Drums


CONVERSANO | Giardino Dei Limoni

SARATHY KORWAR

SARATHY KORWAR – More Arriving

Viviamo in tempi che dividono. Il multiculturalismo cresce di pari passo con le tensioni razziali ed i politici sembrano incapaci di avvicinare le persone al loro contorto messaggio. È tempo di una prospettiva diversa. Nel suo secondo album, More Arriving, Sarathy Korwar fa esplodere la sua vibrante e variegata miscela di parole che tutti possono ascoltare. Questo non è necessariamente un disco legato al concetto di unità, è invece un onesto riflesso dell’esperienza di Sarathy,del suo essere indiano e britannico, che incorpora le scene rap di Mumbai e New Delhi con la sua strumentazione indiana classica ispirata al jazz. Si tratta di un disco nato dal confronto, o meglio: per i nostri tempi di confronto.
Registrato per oltre due anni e mezzo in India e nel Regno Unito, More Arriving attinge alla nascente scena rap di Mumbai e presenta molti dei suoi artisti più interessanti, nonchè poeti ed interpreti.

Con questo album, Korwar espande la sua narrazione politicizzata per abbracciare l’intera diaspora definita brown: “questo è un moderno disco brown. Il tipo di disco che un indiano contemporaneo che vive nel Regno Unito da 10 anni farebbe”, dice Korwar. “Questo è ciò che mi sembra possa essere la musica indiana in questo momento e questo significa incorporare più voci brown”.

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GIOVINAZZO | Piazza Duomo

LUCIA DE CARVALHO

LUCIA DE CARVALHO

Lúcia de Carvalho, autrice, compositrice e interprete, è tornata in prima linea nella scena con la sua seconda opera intitolata KUZOLA, che significa «Amorevole» in kimbundu, la lingua madre angolana di sua madre. Rilasciato a ottobre 2016, l’album Kuzola è stato registrato per tutto il 2015 in Brasile, Francia e Angola. Più di 20 musicisti locali dei tre paesi hanno preso parte a questa incredibile avventura musicale e umana.

Hugo Bachelet, documentarista dall’agenzia parigina Couac Productions, ha seguito Lúcia de Carvalho durante i suoi viaggi di registrazione e ha trasformato in immagini il viaggio verso la fonte. Il film documentario “Kuzola, Songs of the roots” ci regala un viaggio commovente e stimolante intriso di allegria. Ci spinge a viaggiare per il mondo, oltre i nostri confini, alla ricerca della nostra identità, con la musica come nostro passaporto.

Lucia ha un fascino scintillante e una presenza scenica umanizzante. Canta, balla, suona le percussioni. La sua voce è saldamente radicata e tuttavia calda e delicata. I ritmi delle sue composizioni si collegano alla terra e le armonie ariose portano il pubblico ad una maggiore gioia di sé.
La nuova line-up è incredibile. Oltre alla chitarra e al coro, Lucia de Carvalho ha aggiunto un violoncello e un tamburo di cajon che rendono la sua musica molto più varia. Il giubilo dello spettacolo, legato alle sue origini, ma aperto a nuovi orizzonti, è inevitabilmente contagioso, delizia ogni tipo di pubblico.

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GRAVINA | Piazza Duomo

PAOLO FRESU & DANIELE DI BONAVENTURA
With JAQUES MORELENBAUM

Paolo Fresu & Daniele Di Bonaventura with Jaques Morelenbaum

Paolo Fresu è attivo sulla scena di questi ultimi anni con diversi “duo”. Uno di questi è lo “strano incontro” fra tromba e bandoneon: un dialogo in musica nel segno di strumenti ad aria e di un lirismo dagli aromi mediterranei che sta lasciando un segno distintivo. Protagonisti insieme alle voci corse del coro A Filetta del riuscito progetto “Mistico Mediterraneo” e dell’omonimo disco pubblicato da ECM, Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura vivono ormai da anni la dimensione di un duo davvero particolare che fa incontrare due strumenti così apparentemente dissimili quali la tromba e la “fisarmonica argentina”. Un incontro, quello fra il trombettista sardo e il bandoneonista marchigiano, ormai ben rodato attraverso tanti concerti e che viene veicolato con intelligenza attraverso un concerto di grande effetto ricco di poesia, intimismo e di quelle piccole cose capaci di raccontare i colori dell’universo musicale contemporaneo. Da un’altra parte del cielo vive invece l’incontro del trombettista di Berchidda con un autentico maestro del suono, della musica evocativa e del mondo armonico tout-court qual è il violoncellista carioca Jaques Morelenbaum, vero “must” della musica brasiliana contemporanea, ben noto in Italia specialmente per le tante importanti frequentazioni con l’importante nome di Caetano Veloso. Le sonorità fondamentali sono ovviamente quelle che si appoggiano sull’immenso patrimonio sonoro brasiliano, “filtrato” dalle lenti mediterranee e dalla ricerca del peculiare suono di Paolo.

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PAOLO FRESU
tromba, flicorno, effetti

DANIELE DI BONAVENTURA
bandoneon, effetti

JAQUES MORELENBAUM
violoncello


SELVA DI FASANO | Minareto

KEKKO FORNELLI FT. GREGORY HUTCHINSON
E GIORGIO DISTANTE

LAND – SCAPES

KEKKO FORNELLI FT. GREGORY HUTCHINSON E GIORGIO DISTANTE
LAND-SCAPES

Uscire fuori dagli schemi è ormai il marchio di fabbrica della produzione dell’eclettico musicista e produttore pugliese Kekko Fornarelli, pioniere di una nuova forma di “Jazz Crossover” che negli ultimi anni lo ha portato alla ribalta in tutto il mondo. Vero curioso ed amante della musica a 360 gradi, torna al Bari in Jazz 2019 con una nuova premiére, Land-Scapes, affiancato da altri due straordinari musicisti: Gregory Hutchinson, “Hutch”,  iconico batterista New Yorkese già sideman di gran parte degli dei dell’olimpo del jazz statunitense, e Giorgio Distante, puro talento musicale e genio nostrano, inventore di un nuovo strumento unico al mondo, l’HYE.T. (Hybrid Electroacoustic Trumpet). Una miscela unica, nuova, dove caldi paesaggi e tessuti armonici mediterranei si fonderanno al soffio dei venti del nord, dove l’ancestrale ritmo tribale si mescolerà con le ritmiche urbane più moderne, dove l’acustico e l’elettronica si scontreranno per creare un unico, armonico, paesaggio sonoro.

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KEKKO FORNARELLI
pianoforte/sintetizzatori/elettronica

GREGORY HUTCHINSON
batteria

GIORGIO DISTANTE
tromba HY-E.T. – Hybrid
Electroacoustic Trumpet


SELVA DI FASANO | Minareto

COUSCOUSMUSIC

VIAGGIO TRA SUONI E PROFUMI DEL MEDITERRANEO

COUSCOUSMUSIC
Viaggio tra suoni e profumi del mediterraneo

COUSCOUSMUSIC è il risultato di una ricerca fatta di suoni e ingredienti lontani che, nota dopo nota, si avvicinano per comporre un piatto dedito al nutrimento non soltanto fisico. Profumi profughi che dialogano, prendendo corpo, come il genio della lampada, dallo strofino. Momenti di musiche migranti, inserti di improvvisazione e cucina che monta, ispirata all’area di provenienza dei brani. Cinque sensi all’opera, l’essenziale. In scena, un tavolo con ciotole e ciotoline berbere con le raselhanut, cannella, chiodi di garofano, cumino, coriandolo, noce moscata, semi di finocchio greco, paprika dolce e verdure grigliate.
La pioggia di semola dorata si posa in una grande coppa. Le verdure saltano in padella, i ceci si trasformano in crema e il semolino pian piano si grana prendendo forma in couscous magrebino. Viene offerto a chi ascolta, annusa e partecipa. Tutti insieme per una condivisione sensoriale.
Giovannangelo è innanzitutto un musicista, specializzato in musica medievale. Per amore della musica viaggia in tutta Europa e nel mondo, scoprendo la ricchezza delle culture, assimilando i suoni, le voci, i gusti: da quelli celtici a quelli antichi spagnoli fino a quelli magrebini. Lo spettatore è rapito e affascinato da questi suoni inconsueti, suggestivi e dal profumo delle preparazioni culinarie godute dall’attesa, prima dagli occhi e poi dal palato.

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GIOVANNANGELO DE GENNARO
canto, viella, aulofoni

NICOLA NESTA
oud, saze, chitarra acustica

PEPPE LEONE
percussioni


SELVA DI FASANO | Minareto

VITOR ARAUJO

esclusiva nazionale

VITOR ARAUJO esclusiva nazionale

Dopo essersi presentato al pubblico all’età di 18 anni come pianista e interprete non convenzionale della musica classica brasiliana con “TOC” e con il suo debutto come compositore e primo album in studio “A/B”, Vitor allarga radicalmente i suoi orizzonti artistici con il doppio album “Levaguiã Terê”. Il disco si presenta come uno studio del “brasiliano” dal punto di vista culturale ed estetico. Vitor esplora i paesaggi sonori del Brasile attraverso grandi orchestrazioni, cariche di sessioni ritmiche, delicati arrangiamenti vocali, rumori diversi e rodata conoscenza del suono. Un lavoro complesso e ambizioso, ma pienamente giustificato dal suo obiettivo finale: quello di presentare, attraverso la musica, il Brasile del XXI secolo, con le sue tradizioni storiche, il suo folklore, le sue radici, ma anche con il suo posto importante nell’universo delle informazioni su scala globale. Facendo il suo debutto come compositore/arrangiatore per una grande orchestra, Vitor elabora un linguaggio sinfonico che, pur nutrendosi dalle infinite fonti della tradizione ereditata da Villa-Lobos e Tom Jobim, porta anche informazioni sonore, colore e sfumature della musica di avanguardia del XX secolo, sia quelle delle scuole erudite come l’elettro-acustica e il minimalismo, che quelle della musica popolare (artisti alternativi/sperimentali degli ultimi anni e l’elettronica anti-pop). Oltre ai più di 30 musicisti dell’orchestra, il disco conta della collaborazioni di diversi artisti, provenienti da band come Cordel do Fogo Encantado, Abayomy Afrobeat Orchestra, Ventre, Rua e Baleia.

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SELVA DI FASANO | Minareto

FARLIBE DUO
GIOVANNA CARONE MIRKO SIGNORILE
feat. DANIELE SEPE

FARLIBE DUO
GIOVANNA CARONE, MIRKO SIGNORILE
feat. DANIELE SEPE

Il duo composto da Giovanna Carone e Mirko Signorile nasce dal caso, lui jazzista, lei cantante barocca, si incontrano su un terreno altro, quello della canzone d’autore in lingua yiddish, ed in questo territorio straniero trovano una poetica ed un suono comune. Il live è il loro luogo d’elezione, la musica yiddish è rivisitata in modo originale, non filologico. I temperamenti solari, mediterranei e meditativi dei due dipingono di colori nuovi le musiche della straordinaria tradizione Ashkenazita e si divertono attraverso musiche e testi originali ad inventare una nuova canzone d’autore in lingua Yiddish. Al loro attivo due cd: Betàm Soul e Far Libe. Due musicisti profondamente diversi per formazione e carattere che in questo percorso di riscoperta musicale hanno rivelato un’incredibile affinità artistica e poetica, in uno stile che va oltre il pop, il classico, il jazz e l’etnico.

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SELVA DI FASANO | Minareto

FARAJ SULEIMAN

esclusiva nazionale

FARAJ SULEIMAN esclusiva nazionale

Il duo composto da Giovanna Carone e Mirko Signorile nasce dal caso, lui jazzista, lei cantante barocca, si incontrano su un terreno altro, quello della canzone d’autore in lingua yiddish, ed in questo territorio straniero trovano una poetica ed un suono comune. Il live è il loro luogo d’elezione, la musica yiddish è rivisitata in modo originale, non filologico. I temperamenti solari, mediterranei e meditativi dei due dipingono di colori nuovi le musiche della straordinaria tradizione Ashkenazita e si divertono attraverso musiche e testi originali ad inventare una nuova canzone d’autore in lingua Yiddish. Al loro attivo due cd: Betàm Soul e Far Libe. Due musicisti profondamente diversi per formazione e carattere che in questo percorso di riscoperta musicale hanno rivelato un’incredibile affinità artistica e poetica, in uno stile che va oltre il pop, il classico, il jazz e l’etnico.

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SELVA DI FASANO | Minareto

NICOLA CONTE & SPIRITUAL GALAXY

NICOLA CONTE & SPIRITUAL GALAXY

“NEW AFRICA feat. KAREYCE FOTSO” with CAROLINA BUBBICO, LUCA ALEMANNO,
SIMON MULLIER, DARIO CONGEDO, SIMONE PADOVANI

“New Africa” è un progetto speciale realizzato per il festival Bari in Jazz. In dimensione tribale/futurista, echi della tradizione musicale legate alla cultura dell’Africa Occidentale e Centrale si reinventano in chiave contemporanea, fondendo jazz ed elettronica, 70’s afro funk e canzone di protesta. Elementi tratti dal repertorio della cantante e songwriter Kareyce Fotso si rigenerano nel sound del collettivo Spiritual Galaxy, mentre le atmosfere dell’album “Let Your Light Shine On” della Spiritual Galaxy si vestono di nuovi colori attraverso la voce ed il feeling di Kareyce. In questa versione di Spiritual Galaxy, oltre a Nicola Conte, saranno protagonisti l’arrangiatrice, cantante e pianista Carolina Bubbico, il bassista Luca Alemanno, il vibrafonista Simon Mullier, il batterista Dario Congedo ed il percussionista Simone Padovani.

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NICOLA CONTE
guitar

CAROLINA BUBBICO
keys & vocals

SIMON MULLIER
vibraphone, keys, percussions

LUCA ALEMANNO
double bass & fender bass

SIMONE PADOVANI
percussions

DARIO CONGEDO
drums

PROGETTO

YARAKÄ ENSEMBLE

PROGETTO YARAKÄ ENSEMBLE

Yarákä (musica brasiliana contaminata) nasce nel 2015 dall’idea del chitarrista Gianni Sciambarruto, di voler realizzare un processo di ricerca atto a trovare un punto di incontro tra le culture musicali del mondo, dalle atmosfere tropicali amazzoniche fino alle sonorità mediterranee amalgamate dai ritmi di origine africana. Seppur giovane, il progetto ha avuto modo di esibirsi in numerose realtà locali e non, riscuotendo ottime critiche, soprattutto per l’originalità e la qualità musicale proposta e nel 2018 è uscito il loro primo disco autoprodotto dal titolo “Invocaçao”, distribuito in digitale da “Love University Records”.

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ALBEROBELLO | Piazzale Biagio Miraglia

PAOLA TURCI

PAOLA TURCI

In attesa del tour teatrale che la vedrà impegnata in tutta Italia, è in programma ad Alberobello l’imperdibile concerto di Paola Turci per presentare “Viva da Morire”, il nuovo album.
Il nuovo lavoro discografico contiene il brano presentato al Festival di Sanremo “L’ultimo ostacolo” e il singolo scritto dal rapper Pula+, che dà il titolo al disco e rappresenta un inno alla vita ricco di energia. Dieci sono le tracce dell’album, prodotto da Luca Chiaravalli, e hanno ognuna un arrangiamento musicale proprio, in cui è racchiuso il passato, il presente, il futuro. Paola Turci adolescente sulla vespa 50, Paola Turci sospesa nel passato e viva nel presente, ricca di desideri per il futuro. Molti gli autori importanti che hanno collaborato con lei, da Shade con cui duetta nel brano “Le olimpiadi tutti i giorni”, a Nek, Federica Abbate, Giulia Anania, Andrea Bonomo, Davide Simonetta, Gianluigi Fazio e molti altri. Il 12 novembre partirà da Torino il tour teatrale che toccherà le principali città italiane.

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SELVA DI FASANO | Minareto

AZIZA BRAHIM

esclusiva nazionale

AZIZA IBRAHIM esclusiva nazionale

Con profonda passione e grazia, la musica di Aziza Brahim percorre abilmente la distanza tra le sue radici del Sahara Occidentale e Barcellona, dove ora vive. Aziza è al tempo stesso poetessa dal suono contemporaneo e ed eloquente portavoce di rilievo del popolo Saharawi e della sua incessante lotta per il riconoscimento e la giustizia.
Nata e cresciuta nei campi profughi del Saharawi lungo la frontiera tra l’Algeria e il Sahara occidentale, si è trasferita in Spagna nel 2000. Qui ha fondato l’eclettica band saharawi/spagnola Gulili Mankoo con la quale ha pubblicato due dischi autoprodotti: l’EP “Mi Canto” (2008) e un album “Mabruk” (2012) entrambi per Reaktion, un’etichetta francese specializzata in musica sahariana. Negli ultimi anni Aziza si è esibito in importanti festival e locali tra cui WOMAD Cáceres (2012) e Queen Elizabeth Hall di Londra (2009).
Il nuovo album di Aziza “Soutak” (“Your Voice”), suo debutto per l’etichetta Glitterbeat, è la prima registrazione che si focalizza prevalentemente sulla cadenza della sua voce maestosa e sulla critica appassionata dei suoi testi.
Il gruppo che ha scelto e selezionato per l’album è composto dagli spagnoli Nico Roca (percussioni) & Guillem Aguilar (basso), Malian Kalilou Sangare (chitarra acustica principale), Badra Abdallahe (voce di accompagnamento), e oltre a cantare, Aziza contribuisce con la chitarra ritmica acustica e il tabal, il tradizionale tamburo a mano dei Saharawi. La musica in “Soutak” è una miscela potente e sfumata di culture musicali e presenta motivi maliani, spagnoli, cubani e anglo-europei contemporanei, il tutto tenuto insieme dalla profonda e radicata conoscenza della canzone e del suono tradizionale Saharawi da parte di Aziza. Con “Soutak” Aziza Brahim ha dato vita ad un potente volo verso la libertà; un mondo alternativo dove la speranza è imminente e la danza è giustificata.

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AZIZA BRAHIM
Voix, Tabal

GUILLEM AGUILAR NOLIS
Bass

IGNASI CUSSO RUIS
Guitare

NICOLAS ROCA GOMEZ
drums


SELVA DI FASANO | Minareto

REDI HASA & MICHEL GODARD

REDI HASA & MICHEL GODARD

Redi Hasa è il violoncello più creativo nell’area della musica adriatica, tra le sponde italiche e balcaniche. Predilige, fin da ragazzo, l’ibridazione tra generi musicali differenti, fondendo in particolare il rigore della formazione classica con l’immediatezza delle tradizioni popolari e sviluppando un approccio al suono liquido e meticcio, che lo caratterizza negli anni. Già pilastro della Bandadriatica, ora stretto collaboratore di Ludovico Einaudi, Redi costruisce sul suo violoncello una “polifonia monostrumentale” nelle sfumature folk e in quelle più ardite della reinvenzione della tradizione. Nel corso di un carriera ventennale ha suonato tra gli altri con l’Orchestra popolare italiana, King Naat Veliov, Kocani Orkestra, Mauro Pagani, Rita Marcotulli, Pacifico: musica diversa per provenienza, generi, ispirazioni da cui Hasa ama lasciarsi contaminare. Attualmente in tour come solista dell’ensemble del pianista Ludovico Einaudi, compare anche nell’ultimo disco di Robert Plant “Carry Fire”.
Michel Godard è un musicista e compositore francese, suonatore di tuba e di serpentone. È uno dei pochissimi solisti di tuba e probabilmente l’unico solista di serpentone. Questo strumento non aveva mai goduto di un repertorio solistico. Godard, con il suo enorme talento tecnico, vi esegue un repertorio che va dalla musica del XVI secolo al jazz ed alla musica improvvisata. Come solista di musica classica, ha suonato e registrato con l’Orchestre Philharmonique de Radio France, con l’Orchestre National de France, con l’ensemble Musique Vivante, con l’Ensemble La Fenice di Parigi, con XVIII-21 Musique des lumières, con l’Ensemble Jacques Moderne. Nell’ambito del jazz, ha suonato, con Rabih Abou-Khalil, Christof Lauer, Luciano Biondini, Linda Bsiri, Michel Portal, Louis Sclavis, Henry Texier, Enrico Rava, Michael Riessler, Kenny Wheeler, Ray Anderson, Sylvie Courvoisier, Klaus König, Simon Nabatov, Wolfgang Puschnig, Linda Sharrock, Misha Mengelberg, Maria Pia De Vito, Willem Breuker, Herbert Joos, Dave Bargeron, Steve Swallow, Roberto Martinelli. Come compositore, ha scritto brani per Radio France, per la Südwestrundfunk e per il Ministero della Cultura francese.

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AZIZA BRAHIM
Voix, Tabal

GUILLEM AGUILAR NOLIS
Bass

IGNASI CUSSO RUIS
Guitare

NICOLAS ROCA GOMEZ
drums


SELVA DI FASANO | Minareto

THE DINNER PARTY

Progetto speciale

THE DINNER PARTY progetto speciale

The Dinner Party è il nome di un trio di libera improvvisazione attivo negli ultimi anni sulla scena jazz londinese e europea, composto dal pianista anglo-russo Vladimir Miller (Moscow Composers Orchestra), dal contrabbassista italiano Pierpaolo Martino, fondatore di ensemble avant-jazz quali Mondegreen, Howl e Machine3, e dal sassofonista inglese Adrian Northover, noto in quanto membro di The Remote Viewers e della London Improvisers Orchestra. A differenza di molti ensemble di ‘improv’ il trio predilige un approccio melodico e meditativo all’improvvisazione in cui il silenzio, i sussurri e la specifica grana di ciascun strumento assumono una rilevanza assoluta. In questo senso, le composizioni istantanee dei Dinner Party diventano spazi dialogici in cui voci dal background culturale molto diverso si interrogano a vicenda, stabilendo un affasciante dialogo con il passato, in grado di eccedere i confini della musica stessa. Lo sperimentalismo letterario di Virginia Woolf, il patrimonio folk russo (e inglese), il cinema e la poesia di Pasolini diventano affascinanti risorse in grado di nutrire uno spazio sonoro ossia un “party” conversativo in grado di ridefinirsi di continuo.

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VLADIMIR MILLER
piano

PIERPAOLO MARTINO
double bass

ADRIAN NORTHOVER
saxophones

un progetto
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