Ava Alami è una cantante jazz che integra nella sua musica le proprie radici persiane e italiane. I suoi progetti uniscono composizioni originali, standard jazz, musica popolare persiana e classici italiani. Si è diplomata in pianoforte classico (2020) e ha conseguito con lode e menzione la laurea magistrale in canto jazz (2023) al Conservatorio di Frosinone, con una tesi sull’integrazione della musica persiana nel jazz. Ha partecipato ai seminari di Siena Jazz e Nuoro Jazz dove ha vinto varie borse di studio e studiato con artisti di rilievo come Kendrick Scott e Nasheet Waits. Nel 2025 è stata ammessa all’ Elbphilharmonie Jazz Program di Amburgo, studiando con musicisti come Donny McCaslin, Jorge Roeder, Gerald Clayton e Allison Miller. Ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Giovani Visionari (2024) e il Premio Isio Saba con Vittorio Esposito (2024). Si è esibita su palchi prestigiosi tra cui Elbphilharmonie (Amburgo), Casa del Jazz (Roma), Auditorium Parco della Musica (Roma), Teatro Ristori (Verona) e Sala Vanni (Firenze) e ha collaborato con artisti come Rita Marcotulli, Luca Filastro, Gabriele Mirabassi, Alessandro Presti e Dado Moroni, quest’ultimo presente anche nel suo album d’esordio “Azalea”, incluso tra i 100 migliori dischi del 2024 secondo JazzIT Awards. Il suo ultimo disco Candy Cane Snail con Vittorio Esposito ai synth e al pianoforte è stato prodotto da Francesco Fratini e Cesare Mangiocavallo e distribuito dall’etichetta newyorkese La Reserve nel 2025.
Vittorio Esposito Nato a Napoli nel 1998, inizia giovanissimo lo studio del pianoforte classico, per poi avvicinarsi con passione e dedizione al jazz. La sua crescita artistica lo porta presto a calcare i palchi di numerosi festival in tutta Italia, distinguendosi per sensibilità musicale e maturità interpretativa. Nel 2017 ottiene una borsa di studio ed entra a far parte del gruppo dei migliori allievi di Nuoro Jazz, con cui incide un album. Nello stesso anno viene insignito del premio come Miglior Artista al Fara Music Festival di Fara Sabina (Roma). Nel 2018 è finalista al prestigioso Premio Internazionale Massimo Urbani, dove conquista una borsa di studio per partecipare a Umbria Jazz. Con il Vittorio Esposito Trio, raggiunge la finale del festival internazionale Sibiu Jazz in Romania, vincendo il Premio della Giuria, e nel 2019 rientra tra i cinque gruppi finalisti del concorso nazionale Chicco Bettinardi. Nel 2023 si aggiudica il Concorso per Pianisti Lelio Luttazzi, ricevendo una borsa di studio, e nel 2024 vince il Premio Isio Saba in duo con la cantante Ava Alami. Oltre alla carriera solistica, ha registrato diversi dischi come sideman in varie formazioni, tra cui il quartetto di Gabriel Marciano per l’etichetta dell’Auditorium Parco della Musica. Nel corso degli anni ha condiviso il palco con importanti nomi del panorama jazz italiano e internazionale, tra cui Paolo Fresu, Fabio Zeppetella, Rosario Giuliani, Gabriele Mirabassi, Daniele Tittarelli, Paolo Recchia, Marco Valeri, Vincenzo Florio, Nicola Angelucci, Zach Brock, David Linx, Joe Farnsworth e Bruce Ditmas. Il suo quartetto è composto da Gabriel Marciano (sax alto), Gabriele Pagliano (contrabbasso) e Cesare Mangiocavallo (batteria). Con questo gruppo si è esibito in numerosi palchi tra cui Casa del Jazz e Orto Botanico di Roma.
Nato a Panama il 16 maggio 1944 e cresciuto a Brooklyn, New York, Cobham ottenne il suo primo lavoro retribuito all’età di otto anni come membro dei St. Catherine’s Queensmen, una banda di tamburi e tromba a St. Albans, Queens. Ha frequentato la rinomata Fiorella H. La Guardia High School of Music & Art and the Performing Arts di New York, dove ha studiato teoria musicale e tecnica della batteria.
Durante il servizio militare dal 1965 al 1968, Cobham suonò come percussionista con la U.S. Army Band. Dopo il servizio, suonò nella banda di Horace Silver, si esibì con Stanley Turrentine e Shirley Scott e registrò con George Benson.
Nel 1969, Billy Cobham co-fondò il combo jazz-rock Dreams, che includeva Randy Brecker, Michael Brecker, John Abercrombie, Don Grolnick, Barry Rodgers e Will Lee. L’anno successivo si unì al nuovo ensemble fusion di Miles Davis e contribuì a Live-Evil, A Tribute to Jack Johnson and the Bitches Brew sessions, dove collaborò con il chitarrista John McLaughlin.
Nel 1971, Cobham divenne membro fondatore della jazz-fusion Mahavishnu Orchestra, insieme a McLaughlin, Jan Hammer, Jerry Goodman e Rick Laird. Questo gruppo originale pubblicò tre album acclamati dalla critica: The Inner Mounting (1971), Birds of Fire (1973) e Between Nothingness and Eternity (album dal vivo uscito nel 1973).
Nel 1973, Cobham pubblicò il suo album solista di debutto, Spectrum, una svolta nel jazz-fusion universalmente riconosciuta come una delle creazioni più significative e influenti del genere. Spectrum è stato registrato agli Electric Lady Studios di Iimi Hendrix a New York. La formazione di Cobham per l’album comprendeva Tommy Bolin alla chitarra, Jan Hammer al pianoforte elettrico, sintetizzatore moog e pianoforte e Lee Sklar al basso.
Sempre nel 1973, Cobham fece un tour con John McLaughlin e Carlos Santana, eseguendo brani dall’album Love Devotion Surrender.
Nel 1974, la formazione originale della Mahavishnu Orchestra si sciolse. Cobham continuò a creare materiale fusion innovativo con l’uscita di Crosswind (1974), Shabaz (1974), Total Eclipse(1974), A Funky Thide of Sings (1975) e Life and Times (1976).
Negli anni ’70 e ’80, Cobham registrò per Atlantic, CBS, Elektra e GRP. Ha collaborato con George Duke, John Scofield, Tony Williams, Jack Bruce e la band spin-off dei Grateful Dead, Bobby & the Midnites.
Nel 1992, Cobham è stato incaricato di collaborare con l’UNICEF per lavorare con ambulatori autistici e bambini di strada a Santos, Brasile, in un progetto musicale durato diversi anni.
Nel 2001, Cobham pubblicò la retrospettiva in due CD Rudiments: The Billy Cobham Anthology. Nel 2002 ha iniziato a pubblicare una serie di CD con artisti speciali, intitolata Drum n Voice.
Nel 2005, Cobham aveva registrato e pubblicato oltre 30 registrazioni a suo nome. Sviluppò e godette di una speciale collaborazione musicale con il gruppo cubano Asere.
Nel 2007 ha pubblicato Fruit from the Loom, una rappresentazione ampia delle radici e dei percorsi di Cobham. Nel 2010, Cobham ha pubblicato Palindrome, il secondo capitolo della serie Fruit from the Loom.
Nel 2013, Cobham ha celebrato il 40º anniversario dell’uscita di Spectrum facendo tournée negli Stati Uniti, in Canada ed Europa con la Spectrum 40 Band. Sempre nello stesso anno, la PurplePyramid Records pubblicò il cofanetto di due CD di Billy Cobham Compass Point, registrato dal vivo al Compass Point Hotel alle Bahamas nel 1997, mai pubblicato prima.
All’inizio del 2014 viene pubblicato l’attesissimo “Tales from the Skeleton Coast”, che è il terzo capitolo di quattro registrazioni prodotte come commemorazione e celebrazione della madre e del padre di Cobham, entrambi musicisti. Nelle sue parole, “Racconti dalla Costa dello Scheletro riflette esperienze di vita che ho condiviso con i miei genitori e che tengo a cuore e mente, comprese impressioni che mi sono state trasmesse durante il viaggio nella regione di quella che un tempo era chiamata Africa sud-occidentale ma ora conosciuta come Namibia. Le immagini della Skeleton Coast in particolare bruciano ancora dentro di me e, attraverso la musica, ho creato un riflesso sonoro di quelle esperienze care.
Cantante, clarinettista, compositrice e produttrice catalana tra le figure più originali della scena europea contemporanea. Formata in clarinetto classico e canto jazz presso l’ESMUC di Barcellona, sviluppa una ricerca artistica che attraversa jazz, folk iberico, musica mediterranea, flamenco e tradizioni del mondo, integrando improvvisazione, poesia e sperimentazione sonora. Autrice di cinque album a proprio nome, Sirin (2016), Spirala (2018), Pecata Beata (2021), Cantareras (2023) ed Enllà (2025) , ha portato la sua musica in festival e teatri di oltre venti Paesi, ottenendo riconoscimenti dalla critica internazionale e il Premio Núvol per il miglior album di canzone d’autore nel 2021. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti quali Rosalía, Sílvia Pérez Cruz, Rocío Márquez, Marco Mezquida e Debashish Bhattacharya. La sua voce intensa e il suo approccio aperto alle contaminazioni culturali ne fanno una protagonista riconosciuta del dialogo tra tradizione e innovazione musicale.
Collettivo Immaginario è un coinvolgente trio strumentale italiano guidato dal batterista, produttore e compositore Tommaso Cappellato, insieme al bassista Nicolò Masetto e al polistrumentista Alberto Lincetto (rhodes, piano, synth). Il loro sound esplora i confini del jazz contemporaneo, fondendo funk cosmico, paesaggi sonori cinematici ed elettronica vintage in una miscela sonora originale, caratterizzata da groove avvolgenti e improvvisazione fluida.
Nel corso della loro attività il trio ha portato la propria musica in contesti di rilievo nazionale e internazionale, prendendo parte a festival e rassegne come il Roma Jazz Festival alla Casa del Jazz, una delle manifestazioni più importanti nella scena jazz italiana, e il Novara Jazz Festival, evento di prestigio che unisce artisti jazz emergenti e consolidati in performance all’aperto nel cuore della città. Oltre all’Italia, Collettivo Immaginario ha rappresentato la scena jazz italiana al Katara European Jazz Festival di Doha, una rassegna internazionale che celebra il dialogo culturale tra Europa e Medio Oriente attraverso la musica jazz.
La versatilità del trio si riflette nella capacità di adattarsi a contesti diversi, dal club urbano ai grandi festival open‑air, offrendo performance che affascinano per energia, interazione e profonda libertà creativa. La loro musica si pone come esempio di come il jazz contemporaneo italiano possa essere un ponte tra tradizione, innovazione e pubblico internazionale.
Cory Henry & The Funk Apostles sono una band guidata dal musicista statunitense Cory Henry, tastierista e organista virtuoso dell’Hammond B‑3, compositore e produttore. Nato a Brooklyn, New York, Henry è considerato uno dei tastieristi più talentuosi della sua generazione; ha iniziato a suonare da bambino e si è fatto conoscere a livello internazionale come membro della band jazz‑fusion Snarky Puppy, con cui ha vinto tre Grammy Awards durante il suo periodo nella formazione. Dopo aver avviato la propria carriera solista nel 2018, ha pubblicato diversi progetti con i Funk Apostles, un gruppo di musicisti con cui esplora un sound che mescola funk, jazz, gospel, soul e R&B, creando un’energia dal vivo intensa e coinvolgente. La band ha partecipato a numerosi festival internazionali e tour mondiali, distinguendosi per il groove e il virtuosismo.
Nel corso della sua carriera, Cory Henry ha ricevuto diverse candidature ai Grammy: il suo album Something to Say è stato nominato per il Best Progressive R&B Album, così come Operation Funk e Live at the Piano in categorie affini. In ambito solista ha vinto un Grammy come artista principale nel 2025 per il Best Roots Gospel Album con il progetto Church, un lavoro profondamente personale che riflette le sue radici musicali. Oltre ai premi ottenuti come solista, durante il periodo con Snarky Puppy ha vinto tre Grammy con la band.La musica di Cory Henry & The Funk Apostles fonde tradizione afroamericana e sonorità moderne, e la band è riconosciuta soprattutto per le sue performance dal vivo in festival come Montreux Jazz Festival, North Sea Jazz e Newport Jazz Festival. La band si distingue per la capacità di unire virtuosismo musicale e groove contagioso.
Compositrice, polistrumentista, cantante, produttrice, band-leader, solista e DJ, Emma-Jean Thackray è una delle musiciste più talentuose e versatili della scena internazionale. Dopo il successo dei due EP Ley Lines e Walrus, ha avviato collaborazioni con Makaya McCraven e altri protagonisti del jazz di Chicago. Il suo percorso fuori dagli schemi l’ha portata a dirigere la London Symphony Orchestra, esibirsi a Glastonbury e diventare DJ di fama internazionale. Definita dal The Guardian “una stella del crossover”, Emma-Jean unisce jazz spirituale, funk, elettronica e pop, suonando quasi tutti gli strumenti nei suoi lavori.
Il suo album di debutto Yellow (2021) e il più recente Weirdo (2025) testimoniano la sua capacità di trasformare esperienze personali in musica universale. Weirdo, scritto e registrato interamente da lei, affronta temi come la neurodivergenza, il lutto per la perdita improvvisa del compagno e la gratitudine per la vita. Un disco potente e vitale, che trasforma la fragilità in forza e parla, con autenticità disarmante, a chiunque abbia conosciuto il dolore.
Enzo Favata è uno dei più importanti sassofonisti e compositori italiani della scena jazz contemporanea. Nato ad Alghero, ha sviluppato un linguaggio originale che intreccia jazz, musica mediterranea, tradizioni popolari ed elettronica, diventando un punto di riferimento internazionale nella ricerca tra improvvisazione e contaminazione culturale.Nel corso della sua carriera ha realizzato decine di produzioni discografiche e si è esibito nei principali festival del mondo, collaborando con artisti come Dino Saluzzi, Dave Liebman, Enrico Rava, Miroslav Vitouš e Mulatu Astatke. È inoltre ideatore e direttore artistico del festival Musica sulle Bocche, uno dei più prestigiosi appuntamenti dedicati al jazz e alle musiche del mondo in Italia.La sua musica si distingue per la capacità di coniugare radici mediterranee, sperimentazione sonora e apertura verso culture musicali provenienti da ogni parte del mondo.
Kekko Fornarelli è un pianista, compositore e produttore italiano tra i nomi più interessanti del jazz europeo contemporaneo.La sua musica unisce jazz moderno, elettronica e influenze cinematografiche, con uno stile fortemente narrativo e riconoscibile. Leader di diversi progetti discografici, ha pubblicato album come Room of Mirrors, Outrush, Abaton, Anthropocene e Naked, esibendosi in festival e club di oltre 60 Paesi. Oltre all’attività concertistica, lavora anche come compositore per cinema e documentari, mantenendo una ricerca costante tra suono acustico ed elettronico.
Luisiana Lorusso è una cantante, violinista, compositrice e arrangiatrice italiana originaria della Puglia.
Artista poliedrica, ha una formazione che attraversa musica classica, jazz e musica contemporanea. Nel corso della sua carriera ha lavorato come solista e come musicista in numerosi contesti, distinguendosi per un approccio versatile tra canto, violino e scrittura musicale. È attiva sia in progetti originali sia come collaboratrice in produzioni discografiche e live con artisti della scena jazz e crossover.Tra i suoi lavori più noti figura il progetto discografico My Billie’s Blue, realizzato in duo con il pianista Claudio Filippini, dedicato alla reinterpretazione del repertorio di Billie Holiday. La sua attività si muove tra jazz, musica d’autore e sperimentazione, con una forte attenzione alla dimensione interpretativa e alla ricerca timbrica tra voce e violino.
J. Raise, Jr è un artista e produttore italiano che affonda le sue radici nell’hip hop, esplorandone il punto di incontro con il jazz ed il soul contemporaneo.La sua musica unisce sensibilità melodica e profondità espressiva ad una costruzione ritmica ricercata, e all’uso consapevole del sampling come forma di composizione e spazio di ricerca. Classe ’96, si avvicina alla produzione musicale prima della maggiore età, formandosi da autodidatta tra il Canada e Paesi Bassi. Avvia il suo percorso artistico rilasciando una serie di beat tapes per l’etichetta indipendente Resilienza Records, di cui è stato co-fondatore, conosciuta per aver contribuito alla formazione della nuova scena hip hop lo-fi strumentale in Italia diventando un riferimento nel mercato delle musicassette. Collabora con NINETOFIVE, label e beatmaking community globale per l’uscita dei suoi Lifted Quest e Likewise, progetti che ricevono particolare attenzione di vari music media e playlist editoriali raggiungendo il milione di ascolti su Apple Music in territori come Giappone e Stati Uniti.
Nel 2023 entra nel roster di Island Records (Universal Music Italia) diventando il primo progetto instrumental beats in Italia firmato con una major, e pubblica CALL FOR YOU, album collaborativo con l’artista britannico Alijaa, arricchito dalla partecipazione di ospiti internazionali tra cui Mick Jenkins, parthenope, Frank Nitt (Frank N Dank). Dal vivo trasforma le sue produzioni in performance, muovendosi tra improvvisazione, texture ritmiche e interplay sonoro, alternando tensione e sospensione, in un equilibro costante tra istinto e ricerca.Tuttavia, l’incessante passione per il record digging lo rendono molto attivo nel panorama del djing, spesso per eventi di brand e media come Converse Europe, Outpump, IKEA, One Shot, Est Radio, Radio Raheem Milano.
Alijaa è un cantante, polistrumentista e produttore britannico, che fonde alternative, neo-soul, e influenze hip hop, creando un suono unico e personale, centrato su temi di amore e introspezione.Ha fondato la band nu-jazz Vertaal, costruendosi una solida reputazione nella scena jazz londinese.
Nina Cioffi è una cantante professionista con una solida formazione che spazia tra vari generi e un percorso artistico che attraversa jazz, il gospel, la musica popolare e il teatro musicale. Giovanissima vincitrice del Premio Mia Martini Giovani 2005 e successivamente del Premio Luigi Stifani 2011, unisce competenza tecnica, forte presenza scenica e versatilità interpretativa. Diplomata in Canto Jazz al Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento,si esibisce come solista e corista in contesti nazionali e internazionali, tra cui il Montreal Jazz Festival ,Musicultura, Sannio Gospel Fest. Ha collaborato con artisti di rilievo del panorama jazz, gospel e cantautorale, (Luca Aquino, Elisabetta Serio, Ron Hubbard, Volney Morgan) partecipando a produzioni discografiche, festival e tournée. Attiva anche come insegnante e formatrice musicale, porta sul palco una voce consapevole, curiosa e profondamente comunicativa.
Michele Visconte è un bassista e violinista con un percorso musicale iniziato in tenerissima età, spinto da una passione ereditata dal padre. La sua carriera si distingue per una solida esperienza sia in ambito orchestrale che contemporaneo. Ha collaborato con l’Orchestra Ciaikovsky, accompagnando artisti del calibro di Antonella Ruggiero e Lucio Dalla, e con l’Orchestra del Molise per Silvia Mezzanotte. Nel corso degli anni ha condiviso il palco con importanti interpreti della scena italiana e internazionale, tra cui Enzo Gragnaniello, Dulce Pontes, Marisa Laurito e Francesco Cicchella. Da tempo è inoltre al fianco di Gianfranco Gallo, con cui porta avanti una collaborazione artistica continuativa. In ambito jazzistico ha preso parte a diversi contest, esibendosi accanto a musicisti di rilievo come Karl Potter, Fabrizio Bosso, Dario Deidda e Flavio Boltro. La sua cifra stilistica unisce rigore musicale, sensibilità interpretativa ed eleganza espressiva.
Pianista eccezionale, poliglotta musicale capace con la sua arte di unire i continenti, Omar Sosa è un’allegoria dello scambio artistico universale. Di origini cubane, dopo aver studiato le percussioni si avvicina al pianoforte, che l’aveva sempre affascinato per il suo carattere orchestrale. La pratica del pianoforte, che Omar suona da autodidatta, sarà sempre influenzata da quella delle percussioni: è il suo stile personale, di grande audacia ritmica, diventato ormai il suo tratto caratterizzante. Cresciuto nella cultura cubana più tradizionale, scopre ben presto il jazz, da cui rimane affascinato, il pop, il funk e si avvicina alle sonorità straniere che i musicisti migranti portano sull’isola. Grazie alla riscoperta di una musica folkloristica originale, fortemente attaccata alle radici africane, capisce che lo swing, la danza, il rapporto con il corpo, con la sensualità, sono qualità essenziali che si trovano nel jazz, nella musica caraibica, cubana, e che, al di là delle differenze stilistiche nate dal metissage culturale, hanno un’origine comune: l’Africa rubata agli schiavi. Sosa realizza un linguaggio jazz globale ma esaustivo, stilisticamente unico, che celebra la diversità delle anime della musica delle Americhe e oltre, coltivando sempre un’intima connessione con le sue radici afro-cubane. La sua curiosità, uno spirito musicale generoso, una dedizione al gruppo come elemento fondamentale della creazione, e un’apertura a sonorità nuove e combinazioni insolite animano tutto ciò che Omar fa.
“L’Africa e la Diaspora rappresentano una fonte musicale senza uguali. Ho provato a raccontare il profilo melodico del continente, e la sua grande forza ritmica. Il ritmo mette in collegamento ogni persona con lo Spirito supremo; e ogni terra ha il suo modo di chiamare lo Spirito, di unire le persone. Filosoficamente, attraverso il jazz che è forse il genere più rappresentativo della Diaspora, abbiamo cercato di mettere insieme i Caraibi, l’America Latina e l’Africa in un espressione di libertà, una celebrazione della Diaspora che sopravvive ancora oggi.“
Omar Sosa









