Giovedì 24 giugno
Ore 22.00 Teatro Piccinni

MIROSLAV VITOUS - Remembering Weather Report
Miroslav Vitous contrabbasso; Flavio Ambrosetti tromba & flicorno;
Robert Bonisolo tenor sax; Fabrizio Sferra batteria
Miroslav Vitous iniziò lo studio del violino all'età di sei anni, pianoforte a dieci anni, e contrabbasso a quattordici. Uno dei suoi primi gruppi fu il Junior Trio, con suo fratello Alan alla batteria e con l'amico ceco, presto anch' egli famoso, Jan Hammer, alle tastiere. Vitouš studiò al conservatorio di Praga (sotto F. Posta), e vinse successivamente un concorso internazionale a Vienna, ottenendo una borsa di studio per la Berklee College Of Music di Boston. Il virtuosismo di Vitous nell'ambito del contrabbasso ha spinto molti critici ad affiancarlo a bassisti del calibro di Scott LaFaro, Dave Holland, Niels-Henning Ørsted Pedersen e Christian McBride. Un esempio rappresentativo del talento di Vitous al contrabbasso è il disco Now He Sings, Now He Sobs (1968), con Chick Corea al pianoforte e Roy Haynes alla batteria. Questo disco presenta forte senso ritmico, innovative linee di walking bass ed un intenso uso dell'improvvisazione. Il suo primo disco solista, Infinite Search (1969), rilasciato ultimamente in un'edizione con piccole aggiunte fra cui Mountain In The Clouds, presenta nella formazione musicisti chiave per quello che sarà successivamente il movimento jazz fusion: John McLaughlin, Herbie Hancock, Jack DeJohnette, e la già nota icona del jazz, il sassofonista Joe Henderson. Tra i membri fondatori del gruppo Weather Report, ha lavorato con Jan Hammer, Freddie Hubbard, Miles Davis, Chick Corea, Wayne Shorter, Joe Zawinul e Jan Garbarek. Vitous ha sempre ribadito ai giornalisti che la sua controversa uscita dai Weather Report fu causata dal cattivo rapporto con Joe Zawinul, tastierista e co-fondatore del suddetto gruppo. Alphonso Johnson, che rimpiazzò Vitous, fu anch'egli presto sostituito dal più innovativo ed influente bassista di tutti i tempi Jaco Pastorius. Nel 1988 Vitous tornò in Europa per concentrarsi sulla composizione, senza però smettere di esibirsi in concerti e festival. Non lasciatevi ingannare dal titolo: Remembering Weather Report del Miroslav Vitous Group non attinge affatto al repertorio dei Weather Report; e nemmeno ripropone la formazione elettrica e i ritmi funky che ne hanno decretato il grande successo commerciale. Perché, allora, un richiamo così esplicito ai Weather Report, da parte poi di uno, Vitous, che di quella formazione fu tra i principali protagonisti? È allo "spirito" d'avanguardia di cui erano intrisi i primi album dei Weather Report – prima cioè che Vitous lasciasse la formazione e il basso a Jaco Pastorius – che si rende omaggio. Ma Remembering Weather Report vuole rendere omaggio in generale a tutto un periodo di sperimentazione e innovazione, che – con le parole dello stesso Vitous – professava "la conversazione diretta e la parità tra gli strumenti, lasciandosi alle spalle la schiavitù rappresentata dai vecchi ruoli della sezione ritmica". |