Come ogni anno, anche per questa edizione, la sesta per l’ esattezza, l’ aspirazione della direzione artistica è quella di veicolare, attraverso una oculata e non prevedibile scelta di proposte musicali insieme a interventi intellettuali di alto profilo, una linea tematica tra elemento spettacolare e apprendimento crirtico.
Per questa edizione il tema scelto sarà quello del rapporto tra jazz - comunicazione – mass media.
La necessità atavica, ancestrale, di produrre suoni significanti ed organizzarli in sistemi e codici var per narrare storie, comunicae stati dell’ animo e per esaltare qualità oltre che per accompagnare e migliorare i tempi dell’ esistenza, è sempre stata alla base della ricerca di autori nobili e anonimi. |
Il jazz, attraverso il blues prima, ha rapresentato nel secolo scorso un reale momento di convergenza tra poesia e poema, ta dolore intimo e rivolta di un popolo, tra valore dell’ individuo ed orgoglio di una collettività.
Il rock sembrava ne avesse in parte raccolto l’ eredità, almeno fino a quando l’ industria non ne ha soggiogato e pilotato alcuni fra i suoi protagonisti fino a sacrificarli nei riti di massa degli stadi in cui il “messaggio” è diventato sepre più “slogan demagogico”.
Può dunque ancora oggi lo specifico musicale stimolare realmente una reazione emotiva forte e creare dei rimandi a problematiche ampie e non superficiali?
Rappresentare le istanze di una comunità, aggregare in modo non strumentalizzato varie generazioni e costruire le basi per una reazione al processo di “anestesia” cui le leggi del mercato ci sottopone? Ed il jazz, in tutto questo, quale ruolo svolge? Quali potenzialità ha ancora da esprimere?Quale e quanto spazio viene dedicato al jazz nei mass-media?E soprattutto quale è lo scopo per cui i mass media presentano il jazz oggi, condizionatamente e manipolando alla fonte la sua natura, fino a trasfigurare definitivamente l’ essenza rappresentandone un volto che non è quello originale, ma quello che si vuole che sia, cioè quello di una cultura dell’ intrattenimento di alto livello, ripetitiva e sempre identica a sé stessa? |
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Gli artisti presentati al festival di quest’ anno, ciascuno all’ interno di un dialetto praticato con dedizione, rispondono della vitalità e allo stesso tempo dell’ impegno di una lingua che sfugge al ricatto ed alle lusinghe di una società che vuole imporre una visione del bello che è solo una cattedrale di carta.
Roberto Ottaviano
Maggio 2010
NEWS FROM BARI IN JAZZ 2010
A causa delle avverse condizioni meteo previste per la settimana del festival si comunica che i concerti programmati presso il castello svevo si terranno al Teatro Piccinni. |
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Giovedì 17 e venerdì 18 dalle ore 18.00 in diretta su Radio Bari Città
Futura FM 101 MHz e in streaming su www.baricittafutura.fm
Roberto Ottaviano presenta
ANTEPRIMA BARI IN JAZZ
Musica dal vivo in diretta dallo Studio Ventiquattro con Fabio Accardi,
Mirko Signorile, Giorgio Vendola, Pippo D'Ambrosio e Roberto Ottaviano
Bari in jazz è on air! |
ANTEPRIMA BARI IN JAZZ IN LIBRERIA
SABATO 19 GIUGNO ore 11.00
LIBRERIA LATERZA BARI v. Sparano 136
L' ANTEPRIMA BARI IN JAZZ 2010 si svolgerà presso la libreria Laterza, sabato mattina alle ore 11.00 con un momento musicale a cura della cantante Marta Gadaleta e del chitarrista Gianni Vancheri.
Intervengono il direttore artistico Roberto Ottaviano e il giornalista e critico musicale Ugo Sbisà. Si discuterà del ruolo dei festival nella nostra città ed in Italia in generale, partendo dai riferimenti storici fino ai nostri giorni e dello spazio riservato alla musica. |

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