Martedì 22 giugno
Ore 22.00 Teatro Piccinni

AVISHAI COHEN - Aurora
Avishai Cohen contrabbasso e voce; Shai Maestro piano; Itamar Doari percussioni;
Karen Malka voce; Amos Hoffman oud & chitarra
Il jazz sta attraversando una grande era. Dopo anni di opposizione tra tradizionalisti e sostenitori del jazz moderno, i fan stanno ora scoprendo un nuovo approccio al genere che dà priorità alla mescolanza, alla compenetrazione, allo swing e al puro piacere della musica.
Il piacere è senza dubbio una delle forze trainanti dietro il lavoro di Avishai Cohen -- insieme ad un insaziabile desiderio di condividere con il suo pubblico la passione per il jazz. Ci sono stati troppo pochi musicisti in tutta la storia del jazz capaci di creare un legame forte tra i loro strumenti e il pubblico. Ma con il suo talento e la sua energia Cohen è in grado di raccogliere l'atmosfera perfetta in pochi secondi, emozionando gli ascoltatori con appena tre note e portando gioia nei cuori di tutti coloro venuti ad assistere ai suoi concerti. Migliorando costantemente le sue doti artistiche Cohen è riuscito a tessere questo forte ma invisibile legame durante tutta la sua carriera. È proprio questo legame che tocca profondamente gli ascoltatori e fa di un artista jazz una star. Il fenomeno che è diventato Avishai Cohen ora unisce gli spiriti ben oltre i confini del jazz. Non rientrando in una categoria ben definita, Avishai elettrizza il pubblico ad ogni performance. E ora, che già gode di una ben meritata reputazione come compositore originale e dotato di grande fantasia e come uno dei migliori bassisti viventi, Cohen dimostra di essere anche cantante di talento.
Avishai Cohen è nato nel 1970 in Israele in una famiglia di musicisti. Da bambino ha iniziato a studiare il pianoforte, ma ben presto passa a basso elettrico dopo aver scoperto il leggendario Jaco Pastorius. Quando decide, dopo due anni trascorsi nella banda militare, di andare alla conquista del mondo, New York sembra la destinazione ideale. Gli inizi sono stati difficili; il giovane Cohen ha dovuto anche lavorare nel settore delle costruzioni per far quadrare il bilancio. Poi sono arrivate le Latin bands. Ragazzo medio-orientale, con una conoscenza delle sezioni ritmiche già ben consolidata, Cohen ben presto inizia a suonare con il panamense Danilo Perez.
È in questo periodo che fonda il suo primo gruppo, un'orchestra contaminata da multeplici influenze che trovò un caloroso ammiratore in Chick Corea, il quale offrì a Cohen un contratto per la registrazione di un album per la sua etichetta Stretch ed anche il ruolo di bassista in un nuovo gruppo.
Ebbe così inizio il sestetto Origin di Corea -- un nuovo e fresco progetto per Corea e il miglior terreno di addestramento per Cohen. Questo gruppo ha portato il giovane artista sui palchi più prestigiosi del mondo. Durante questo periodo Cohen acquisisce disciplina, competenza, controllo ed inizia ad instaurare una forte affinità con il pubblico. Affina inoltre le sue capacità melodiche e di compositore. Avishai fu da subito molto richiesto, accompagnando artisti come Alicia Keys, Bobby McFerrin, Roy Hargrove, Herbie Hancock, Nnenna Freelon, Claudia Acuña, Paquito D'Rivera, e suonando con la London e la Israel Philharmonic Orchestra e la Boston Pops Symphony.
Dopo aver pubblicato quattro album ed aver ottenuto un sempre più grande riconoscimento a livello internazionale, Avishai decide di buttarsi e lanciarsi nella carriera da solista.
Cohen crea così la sua etichetta nel 2003, la Razdaz Recordz ed inizia ad esplorare nuove direzioni. Per almeno sette anni si è dedicato a forgiare il suo personale cammino, mai rifiutando un invito ad esibirsi in concerto. Passo dopo passo, concerto dopo concerto, Avishai è riuscito a costruire una forte rete ed un legame profondo con la sua musica e i suoi fan.
Avishai Cohen rimane soprattutto un compositore. Nel corso degli anni l'esplorazione delle sue radici, la sua storia e la miscela delle influenze è diventata sempre più intensa, densa ed emozionante. Ritornato a Tel Aviv, si è circondato degli amici di sempre e lavora a stretto contatto con giovani artisti pronti ad andare ovunque lui li porti. Amos Hoffman suona l'oud, Itamar Doari le percussioni, Shai Maestro il pianoforte e Karen Malka incanta con la sua voce unica.
Con l'ultimo album Aurora, Avishai Cohen ha raggiunto una notevole essenza di espressione, usando la voce come un diretto e potente mezzo per esprimere per le sue emozioni.
Cantando in ebraico, inglese, spagnolo e ladino, la musica trae la fonte di ispirazione nella terra del suo paese di nascita, al crocevia di tante culture. Arabo-andaluso ed ebraico, racconta le storie dei Beduini del deserto e parla di vita, amore, giovinezza e libertà.
Il jazz rimane naturalmente al centro di questo universo originale -- il luogo d'incontro ideale per tutti i tipi d'incontro... Aurora è un lavoro di sinergia svolto sotto l'etichetta Blue Note, che per anni sembra essere stata al centro del futuro del jazz, di cui Avishai Cohen è innegabilmente il più moderno e travolgente alfiere. di Sebastien Vidal -- giornalista radiotelevisivo
Discografia : Adama 1998, Devotion 1999, Colors 2000, Unity 2001, Lyla 2003, At Home 2004, Continuo 2006, AS IS 2007, Gently Disturbed 2008, Sensitive Hours ( Israel only 2008), Aurora 2009.
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