Blake Allison
Blake Allison Drake Trio
Michael
Blake tenor & soprano sax
Ben
Allison bass
Hamid
Drake drums
Tre brillanti strumentisti, compositori, bandleaders si propongono per
la prima volta all’audience europea dopo lo Stone di Ny. Resta comunque difficile immaginare fin dove l'arte
di questi tre signori del jazz possa spingersi ogni volta. La musica è
un’alchimia fatta di incontri fortunati e questo è uno di quei casi,
preziosi, rari in cui l'esperanto della musica consente fascinose promisquità: sonorità downtown, drum’n’bass, avant-jazz, il fascino
e la suggestione della migliore tradizione afro americana.
Nato nel 1964 a Montreal, Canada,
occupa un ruolo di spicco nel panorama jazz internazionale sia come
strumentista che come compositore e arrangiatore.
Sassofonista tenore e soprano dal
suono sensuale e aggressivo al tempo stesso Michael Blake , spazia con fluidità
tra vari generi musicali. Da oltre vent'anni sulla scena newyorkese,
Michael Blake riesce simultaneamente ad esplorare e sfidare la storia del
jazz, grazie alla sua abilità tecnica unita ad un rilassato approccio improvvisativo.
Menzionato dal Downbeat Critics Poll nel 2008, ha partecipato ad importanti
manifestazioni come Rochester, Vancouver e Copenhagen Jazz Festival con
Blake Tartare, il suo progetto europeo nato dall'incontro con Soren Kjaergaard, Jonas Westergaard e Kresten Osgood, un trio di
giovani musicisti figli dell'avanguardia danese. Di prossima pubblicazione
il disco autoprodotto del suo ultimo progetto, la Hellbent Band, composta da alcuni dei
principali protagonisti della scena creativa newyorkese: Marcus Rojas alla tuba, Steven Bernstein alla Tromba e Calvin Weston alla batteria, con cui Michael ha recentemente
suonato per il festival Mito SettembreMusica a
Milano.
Attivissimo membro del Jazz Composers Collective (JCC),
decennale associazione no-profit che ha per scopo la promozione di progetti
compositivi originali, collabora in maniera permanente con i Medicine Wheel
di Ben Allison, Herbie Nichols Project, ensemble dedicato alle composizioni
dell’omonino pianista, e Strange City, gruppo insignito del TDWR, premio annuale
della critica organizzato dal periodico musicale Downbeat,
come miglior gruppo acustico del 2002. Significativa la sua produzione
artistica ultra-decennale con i Lounge Lizards che gli ha fruttato anche una nomination ai Grammy Award per la colonna sonora di Get Shorty, gli Slow Poke, The Elevated quartet e il Free Association
ensem¬ble con cui ha vinto il prestigioso Doris
Duke Jazz ensemble’s Project.
Definito ‘uno degli attuali
migliori giovani musicisti jazz’ dal Boston
Globe, e agli esordi da Downbeat come una delle
25 rising jazz stars for the future.. Ben
Allison è sicuramente uno dei musicisti più
interessanti e attivi della già ricchissima scena di New York: oltre ad
essere un contrabbassista formidabile e anche un compositore di grande
sensibilità. B.A. ha, ad oggi pubblicato composizioni originali in nove albums, (di recente pubblicazione Think Free per Palmetto Rec, tutte composizioni originali a sua firma) lavori
che esemplificano la sua visione lungimirante e creativa evidenziando le
sue doti di produttore, compositore, arrangiatore e bassista. Viene citato
nella categoria ‘Miglior bassista’ dal Downbeat
Critics poll dal 2005
al 2009.
Hamid Drake brillante, sensibile,
infinitamente ritmico, intelligente spirituale e potente batterista di
Chicago. Nato a Monroe in Louisiana nel 55, la sua famiglia si trasferisce
ad Evanston –Chicago qualche anno dopo,
proprio mentre un altro musicista, faceva lo stesso tragitto, con la
propria di famiglia: Fred Anderson. Hamid si è immerso da adolescente
nell’ascolto R & B e funk, di tutto il Motown, Stax e Atco. Ha iniziato a
suonare in rock and R&B bands,
ancor giovanissimo, attirando l’attenzione di Fred Anderson, Dal 1974 in poi la loro
collaborazione diviene sempre più stabile e continua tutt’oggi.
E’ lo stesso A. che lo introduce presso Douglas Ewart,
Gerge Lewis e gli altri componenti
dell’AACM( Chicago's
Association for the Advancement of Creative Musicians). Le
sue influenze musicali più significative per quanto riguarda le percussioni
risalgono a quel periodo, ovvero ad Ed Blackwell,
Adam Rudolph, Philly
Joe Jones, Max Roach, Jo Jones. Altro incontro
fortunato è quello con Don Cherry da cui scaturirà un’altra avventura
musicale duratura che risale al 1978 e che continua fino alla prematura
scomparsa di Cherry nel 1995.
Dopo aver conosciuto Don Cherry, Hamid e il suo
collega percussionista Adam Rudolph hanno
viaggiato molto al suo seguito in Europa, occasione per dedicare più tempo
all’esplorazione dell’infinito universo percussivo,
condividendo con D.Cherry, profondamente, il
significato della spiritualità applicata alla musica e delle sue infinite
possibilità di trasformazione ed evoluzione.
Il bisogno continuo di Hamid di sperimentare
le varie espressioni ritmiche dalle radici della musica lo porta
all’esperienza alla fine degli anni 70 del collettivo Foday Muso Suso's Mandingo Griot Society, una mistura di tradizione African music e narrativa,
con fusione di elementi jazz, funk, and blues con cui ha registrato fin
dall’album di esordio, approfondendo nel contempo l’universo
reggae con band come l’ Itals
e la Heptone.
Negli anni è stato inventivo supporto ritmico di
lungimiranti artisti tra cui Borah Bergman e
Peter Brotzmann, con il quale ha suonato in quartetto
con William Parker e Toshinori Kondo, Marylin Crispell,
Pierre Dørge, il pianista compositore norvegese
Georg Gräwe, Herbie
Hancock , Misha Mengelberg , Pharoah Sanders , Wayne Shorter, Malachi Thompson,
David Murray, Archie Shepp,
Nicole Mitchell, M. Zerang
con cui celebra dal 1991 il Solstizio d’Inverno, Kent
Kessler e Ken Vandermark nel DKV trio.
Negli ultimi anni nonostante i molteplici
impegni di lavoro, dedica sempre più, parte della sua attività a progetti
personali quali Bindu, Indigo
trio (con Nicole Mitchell ed Harrison Bankhead) il trio con Antonello Salis
e Paolo Angeli, i duo con Lafayette Gilchrist e con il talentuoso vibrafonista italiano
Pasquale Mirra e occasionalmente con altri esponenti del panorama musicale
europeo.