Venerdì 1 luglio

Ore 21.30 Teatro Piccinni

Blake Allison

 

Blake Allison Drake Trio

 

Michael Blake tenor & soprano sax

Ben Allison bass

Hamid Drake drums

 

Tre brillanti strumentisti, compositori, bandleaders si propongono  per la prima volta all’audience europea dopo lo Stone di Ny. Resta comunque difficile immaginare fin dove l'arte di questi tre signori del jazz possa spingersi ogni volta. La musica è un’alchimia fatta di incontri fortunati e questo è uno di quei casi, preziosi, rari in cui l'esperanto della musica consente fascinose promisquità: sonorità downtown, drum’n’bass, avant-jazz, il fascino e la suggestione della migliore tradizione afro americana.

Nato nel 1964 a Montreal, Canada, occupa un ruolo di spicco nel panorama jazz internazionale sia come strumentista che come compositore e arrangiatore.

Sassofonista tenore e soprano dal suono sensuale e aggressivo al tempo stesso Michael Blake , spazia con fluidità tra vari generi musicali. Da oltre vent'anni sulla scena newyorkese, Michael Blake riesce simultaneamente ad esplorare e sfidare la storia del jazz, grazie alla sua abilità tecnica unita ad un rilassato approccio improvvisativo.

 Menzionato dal Downbeat Critics Poll nel 2008, ha partecipato ad importanti manifestazioni come Rochester, Vancouver e Copenhagen Jazz Festival con Blake Tartare, il suo progetto europeo nato dall'incontro con Soren Kjaergaard, Jonas Westergaard e Kresten Osgood, un trio di giovani musicisti figli dell'avanguardia danese. Di prossima pubblicazione il disco autoprodotto del suo ultimo progetto, la Hellbent Band, composta da alcuni dei principali protagonisti della scena creativa newyorkese: Marcus Rojas alla tuba, Steven Bernstein alla Tromba e Calvin Weston alla batteria, con cui Michael ha recentemente suonato per il festival Mito SettembreMusica a Milano.

 Attivissimo membro del Jazz Composers Collective (JCC), decennale associazione no-profit che ha per scopo la promozione di progetti compositivi originali, collabora in maniera permanente con i Medicine Wheel di Ben Allison, Herbie Nichols Project, ensemble dedicato alle composizioni dell’omonino pianista, e Strange City, gruppo insignito del TDWR, premio annuale della critica organizzato dal periodico musicale Downbeat, come miglior gruppo acustico del 2002. Significativa la sua produzione artistica ultra-decennale con i Lounge Lizards che gli ha fruttato anche una nomination ai Grammy Award per la colonna sonora di Get Shorty, gli Slow Poke, The Elevated quartet e il Free Association ensem¬ble con cui ha vinto il prestigioso Doris Duke Jazz ensemble’s Project.

Definito ‘uno degli attuali migliori giovani musicisti jazz’ dal Boston Globe, e agli esordi da Downbeat come una delle 25 rising jazz stars for the future.. Ben Allison è sicuramente uno dei musicisti più interessanti e attivi della già ricchissima scena di New York: oltre ad essere un contrabbassista formidabile e anche un compositore di grande sensibilità. B.A. ha, ad oggi pubblicato composizioni originali in nove albums, (di recente pubblicazione Think Free per Palmetto Rec, tutte composizioni originali a sua firma) lavori che esemplificano la sua visione lungimirante e creativa evidenziando le sue doti di produttore, compositore, arrangiatore e bassista. Viene citato nella categoria ‘Miglior bassista’ dal Downbeat Critics poll dal 2005 al 2009.

Hamid Drake brillante, sensibile, infinitamente ritmico, intelligente spirituale e potente batterista di Chicago. Nato a Monroe in Louisiana nel 55, la sua famiglia si trasferisce ad Evanston –Chicago qualche anno dopo, proprio mentre un altro musicista, faceva lo stesso tragitto, con la propria di famiglia: Fred Anderson.  Hamid si è immerso da adolescente nell’ascolto R & B e funk, di tutto il Motown, Stax e Atco. Ha iniziato a suonare in rock and R&B bands, ancor giovanissimo, attirando l’attenzione di Fred Anderson, Dal 1974 in poi la loro collaborazione diviene sempre più stabile e continua tutt’oggi. E’ lo stesso A. che lo introduce presso Douglas Ewart, Gerge Lewis e gli altri componenti dell’AACM( Chicago's Association for the Advancement of Creative Musicians).  Le sue influenze musicali più significative per quanto riguarda le percussioni risalgono a quel periodo, ovvero ad Ed Blackwell, Adam Rudolph, Philly Joe Jones, Max Roach, Jo Jones. Altro incontro fortunato è quello con Don Cherry da cui scaturirà un’altra avventura musicale duratura che risale al 1978 e che continua fino alla prematura scomparsa di Cherry nel 1995.

Dopo aver conosciuto Don Cherry, Hamid e il suo collega percussionista Adam Rudolph hanno viaggiato molto al suo seguito in Europa, occasione per dedicare più tempo all’esplorazione dell’infinito universo percussivo, condividendo con D.Cherry, profondamente, il significato della spiritualità applicata alla musica e delle sue infinite possibilità di trasformazione ed evoluzione.

 Il bisogno continuo di Hamid di sperimentare le varie espressioni ritmiche dalle radici della musica lo porta all’esperienza alla fine degli anni 70 del collettivo Foday Muso Suso's Mandingo Griot Society, una mistura di tradizione African music e narrativa, con fusione di elementi jazz, funk, and blues con cui ha registrato fin dall’album di esordio, approfondendo nel contempo l’universo reggae con band come l’ Itals e la Heptone.

Negli anni è stato inventivo supporto ritmico di lungimiranti artisti tra cui Borah Bergman e Peter Brotzmann, con il quale ha suonato in quartetto con William Parker e Toshinori Kondo, Marylin Crispell, Pierre Dørge, il pianista compositore norvegese Georg Gräwe, Herbie Hancock , Misha Mengelberg , Pharoah Sanders , Wayne Shorter, Malachi Thompson, David Murray, Archie Shepp, Nicole Mitchell, M. Zerang con cui celebra dal 1991 il Solstizio d’Inverno, Kent Kessler e Ken Vandermark nel DKV trio.

 Negli ultimi anni nonostante i molteplici impegni di lavoro, dedica sempre più, parte della sua attività a progetti personali quali Bindu, Indigo trio (con Nicole Mitchell ed Harrison Bankhead) il trio con Antonello Salis e Paolo Angeli, i duo con Lafayette Gilchrist e con il talentuoso vibrafonista italiano Pasquale Mirra e occasionalmente con altri esponenti del panorama musicale europeo.